Titanfall è il crocevia di tanti piccoli eventi. E’ il titolo che segna il debutto di Respawn Entertainment, la quale ha promesso di innovare il comparto multiplayer introducendo la verticalità. Allo stesso tempo, vuole introdurre una costante dualità tra scontri a terra e a bordo dei Titan. È per molti la possibilità di metter mano al pad (o alla tastiera) per poter giocare un multiplayer fresco, adrenalinico e finalmente “nuovo”. Titanfall è anche un’esclusiva Microsoft e, ammettiamolo, il primo grande titolo originale per Xbox One post-lancio. Insomma, quello che abbiamo tra le mani è uno di quei giochi che son stati capaci di generare un hype non da poco, con un marketing minuzioso, fatto anche di qualche scivolone e di qualche critica di troppo (vedasi le discussioni sulla grafica e la risoluzione ndr).

Titanfall esce, prepotente e spettacolare. Con la promessa di poter dire la sua e di poter far divertire i giocatori per ore ed ore, all’insegna delle kill scenografiche, degli scontri all’ultima bandiera o semplicemente alla rincorsa del prestigio più alto. Eppure i dubbi ci son stati, e bisogna parlare al passato poiché abbiamo spulciato il gioco, ci siamo divertiti come matti e, anticipandovi un po’ il giudizio, li abbiamo tutti, o quasi, eliminati.

Est Spectaculaire

Non potevamo dare un titolo diverso dal “est spectaculaire”, che tradotto vuol dire “è spettacolare”. Quando venne annunciata la verticalità come uno dei perni chiave del gameplay, gran parte dei gamer fu travolto da un misto di curiosità, eccitazione e, come spesso avviene per tali novità, paura. Quello che più si temeva era la presenza di un concetto di gioco poco curato, messo lì per incuriosire la massa ma non propriamente affine al contesto. Nulla di più sbagliato. Titanfall è spettacolare, e lo è grazie a questa nuova dimensione introdotta. È il poter sentire un po’ di Mirror’s Edge in uno sparatutto, è l’aver dinanzi nuovi spazi, prima irraggiungibili ed ora così essenziali. Immaginate di poter correre lungo un muro, saltare su quello di fronte, correre ancora e poi spiccare un ultimo balzo per raggiungere una finestra poco più in alto. Entriamo e segniamo una kill unica. Son soddisfazioni, ma non quelle che calcano il proprio ego. Soddisfazioni per aver intrapreso una kill fatta di puro tecnicismo e tempismo. Ebbene si, dobbiamo parlare di tecnicismo, poiché visto da fuori e analizzato superficialmente, si può categorizzare questa nuova feature come carburarne di un titolo unicamente arcade. E Titanfall è anche arcade. Ma proprio il fatto di poter mixare a dovere un titolo arcade, con elementi da capire e addomesticare per bene che rende la proposta di Respawn Entertainment unica, qualche spanna sopra agli altri.

L’immediatezza del titolo è poi disarmante. Già attraverso il tutorial introduttivo, avremo modo di poter saggiare e imparare più o meno la totalità delle azioni eseguibili sul campo. E non sono poche, ma sicuramente così ben studiate e implementate da dare in risposta al giocatore un feeling diretto e intuitivo. E si vede anche la mano di mister Zampella e West, i due fondatori di Respawn Entertainment, prima a capo del progetto Call of Duty presso Infinity Ward. Si sente la loro presenza nei menù di gioco, nella leggerezza delle armi e nella quasi totale mancanza di rinculo. Con Titanfall sembrano aver gridato “siamo noi, ma vi abbiamo mostrato qualcosa di nuovo, superiore.

E ci teniamo a sottolineare una cosa, Titanfall è un gioco UNICAMENTE multiplayer. La campagna c’è, ma va giocata unicamente per sbloccare due classi di Titan e nulla più. Si tratta di una sequela di partite multiplayer in Logoramento e Punti di Controllo intervallate da dialoghi “via radio” e qualche minuscola cut-scene pre-partita. Ma essenzialmente non dice nulla, non appassiona e non riesce in alcun modo a prendere il giocatore. Diciamo che può essere un buon trampolino di lancio per fare pratica, in quanto oltre a sbloccare le classi Titan, ci permetterà anche di poter fronteggiare giocatori mediamente di livello basso, considerando che i giocatori di grado avanzato hanno già concluso la campagna e si dedicano al multiplayer classico.

Multiplayer Classico

E abbiamo ora parlato di “classico”, ma non lo è per niente. Innanzitutto il gioco va controcorrente, in un periodo ove si è alla ricerca del “chi ce l’ha più grande”, Titanfall propone squadre di 6vs6. Ma non fatevi spaventare dal numero di giocatori basso, le mappe saranno “piene” al punto giusto. Questo è possibile grazie all’introduzione di soldati controllati dall’IA, stupidi e scarsi, ma con un loro perché d’esistere. Innanzitutto risultano buona carne da macello per poter metter su qualche punto esperienza extra, e per poter far abbassare di qualche secondo il timer che segna l’arrivo del nostro Titan. Infatti sono circa 3 i minuti d’attesa ad inizio match per poter mettere mano al nostro fide compagno, ma questi tre minuti possono scorrere più velocemente mettendo a segno kill. Inoltre la presenza di questa carne da macello è da considerarsi anche tattica. E’ capitato più volte che un nemico preso dalla foga di uccidere i propri avversari, abbia sparato all’impazzata contro queste unità, svelando la propria posizione.

Abbiamo dunque analizzato il numero di giocatori in partita, ma passiamo ora al match vero e proprio. Le mappe di gioco son 15, e potranno essere giocate in cinque diverse modalità. Per quanto concerne quest’ultime, non è stato introdotto nulla di realmente innovativo:

  • Logoramento prevede l’uccisione di qualsiasi truppa nemica, sia essa Titan, IA o Pilota. Ogni uccisione darà degli specifici punti, fino poi a raggiungere quelli necessari alla vittoria;
  • Punti di Controllo è il classico “dominio”. Il giocatore dovrà controllare le basi A,B e C. Più basi controlliamo, maggiori saranno i punti generati;
  • Cattura la bandiera, non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegarlo. Le due squadre devono prendere la bandiera nemica e portarla nel proprio quartier generale per totalizzare un punto. Il match è diviso in due tempi, così da dare ad entrambe le squadre la possibilità di giocare in entrambi i lati della mappa;
  •  Sopravvivenza Titan, invece prevede che tutti i giocatori inizino il match a bordo del loro Titano. Lo scopo è distruggere tutti i Titan avversari. Questa modalità non prevede respawn;
  • Cacciatore di Piloti, anche in questo caso la spiegazione è superflua. Per vincere bisogna uccidere UNICAMENTE i piloti fino al raggiungimento di un punteggio stabilito;
  • Per dovere di cronaca segnaliamo anche Pacchetto Varietà che prevede un sistema di gioco a modalità casuale;

Elencate le modalità, ecco che scendiamo in campo. Una delle caratteristiche più riuscite del gioco è il level design delle mappe. Ci sentiamo di dire che tutte, ma proprio tutte, sono ben realizzate, capaci di regalare un’ottima esperienza di gioco sia a terra che sui Titan. È proprio questa dualità la chiave del titolo di Respawn Entertainment, riuscire a creare un gioco nel gioco, senza interruzioni.

Senza il Titan la nostra mentalità sarà più certosina, atta a farci nascondere nei meandri delle mappe, passando tra i vari palazzi e vicoli che compongono la zona di guerra. La presenza dei Titani inoltre ci farà sentire realmente a disagio negli spazi aperti, rendendo ogni movimento una sorta di piccola avventura. Un’avventura resa più facile grazie alle varie abilità selezionabili alla creazione della nostra classe. Tra queste, ci sentiamo di dover nominare l’occultamento, vanto e piaga di molti giocatori. L’occultamento ci permette di diventare invisibili per un lasso di tempo prestabilito, per poi doversi caricare prima di poter essere utilizzata nuovamente. E allora la partita va avanti, si ricorrono quei tre minuti necessari all’arrivo del Titano, sperando di mettere a segno kill su kill per azzerare più velocemente il timer. E alla fine arriva, il messaggio di disponibilità del nostro compagno di metallo: premuto il tasto necessario al suo arrivo (V sulla versione PC da noi testata) eccolo che in circa 4 secondi scende dal cielo. In questo istante, quando decidiamo di entrare nella nostra nuova macchina da guerra, Titanfall cambia faccia.

Entrare nel titano prevede qualche secondo di puro smarrimento, dovuto alla visuale che segue il nostro pilota mentre si “adagia” al suo interno. E proprio in questi secondi che ci sentiamo vivi, nel momento in cui poi tutto torna stabile e sappiamo di dover usare la nostra nuova forza di fuoco per cambiare magari le redini della partita. La mappa cambia, gli spazi prima accessibili diventano ora impossibili da raggiungere. Gli spazi aperti tanto odiati, sono ora la nostra terra. Ed ecco che un Titan avversario si mostra dinanzi a noi. Inizia lo scontro. Mai nulla fu più epico, e lo possiamo affermare con certezza. Gli “scontri tra titani” sono davvero implementati in maniera encomiabile, su scala assai più vasta di quanto visto finora. Non si tratta di esagerazioni, bensì di fini accorgimenti che rendono questi duelli non solo belli a vedersi, ma anche a giocarsi. Come per la classe pilota, anche il Titan disporrà di abilità e armi scelte prima dell’inizio della partita.

Ma allora il gioco è semplicemente aspettare di metter mano ai titani? Per niente. Pensare di essere invincibili a bordo di un Titan è uno dei motivi principali di morte. Innanzitutto, non potremo conquistare punti, bandiere e via discorrendo con le enormi macchine da guerra. Poi, i piloti dispongono di un’arma anti-titan che, con un uso saggio, sarà una piaga vera e propria per i nostri nemici. Mettiamoci anche che potremo saltare, letteralmente, sul titan nemico per poter attaccare i sui circuiti e fargli un ingente danno. Ma come accennato prima, questo gioco nel gioco va avanti senza interruzioni, e allora avremo modo in fase di distruzione del nostro robottone, passatemi il termine, di essere espulsi (praticamente gettati in cielo) e poter così tornare in campo.

Insomma, a conti fatti il gameplay costruito da Respawn Entertainment per Titanfall è davvero UNICO. Adrenalinico, spettacolare, arcade ma con tecnicismi vari, assuefacente. Aggiungiamoci i gradi prestigio, le varie classi fatte di abilità sbloccabili, armi potenziabili e allora ci troviamo dinanzi ad un multiplayer perfettamente ideato. Prima di concludere con il gameplay, dobbiamo metter mano alle Carte Burn. Si tratta di vere e proprie carte selezionabili prima di un match (fino ad un massimo di tre) che daranno determinati vantaggi durante la partita (es. maggiore mobilità). Questa carte però mantengono fede al loro nome, e verranno bruciate talvolta alla fine della partita, altre volte appena moriremo, in base al loro effetto.

Non è tutto oro ciò che luccica

Finora la nostra recensione è stato un disquisire di feature positive, apprezzamento e tutto ciò che entra nella sfera del “giusto”. Ma tirando le somme, non possiamo che notare qualche nota stonata. Innanzitutto ci sembra davvero assurdo che un titolo del genere non permetta di poter scegliere il team contro quale giocare. Avremo si modo di costruire un nostro party di cinque elementi e giocare in squadra assieme, ma il non poter scegliere i nostri avversari, per ora, azzera la sfera “competitive” del gioco, non permettendo dunque l’avvio di tornei, ladder ed altro.  Altra pecca è l’assenza di un meccanismo che permetta di skippare una mappa, che verrà dunque scelta sempre nella totale casualità. Già abbiamo citato la scarna campagna del gioco, ma è così malfatta, che ci sentiamo in dovere di nominarla nuovamente.

Si tratta di difetti che verranno sicuramente appianati con future patch, come già anche anticipato e suggerito dallo stesso team di sviluppo, ma in fase di review non possiamo non tenerne conto.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Partendo da presupposto di aver giocato la versione PC del titolo, possiamo ritenerci soddisfatti del comparto visivo. Il gioco non è certamente un “must” in questo campo, ma riesce a svolgere il suo ruolo per bene, anche considerando che si tratta di un titolo prettamente multiplayer. Inoltre è da ammirare il numero di opzioni disponibili nei settaggi grafici, che dunque ci permetteranno di settate il titolo alla meglio per la nostra configurazione. Abbiamo avuto la possibilità di far girare il titolo con frame rate fisso a 60fps e i settaggi impostati su Ultra. Non possiamo quindi sbilanciarci su tale componente per le versioni Xbox One e Xbox 360.

Nota positiva anche per il comparto sonoro, senza infamia né lode, ma comunque apprezzabile.

Dulcis in fundo, segnaliamo che tra le opzioni di gioco c’è la possibilità di settare sia mouse e tastiera che PAD. Anche in quest’ultimo caso ci viene strappato un applauso per la perfetta calibrazione del team di sviluppo della mira assistita, non invasiva, ma necessaria per poter competere ad armi “pari” contro i cugini mouse/tastiera.

Commento dell’Autore

Titanfall è quello che ti aspetti. E un immenso hype che mantiene le sue promesse, sfociando concretamente in un prodotto confezionato ad hoc, non esente da difetti ma con dei “pro” che surclassano l’altra faccia della medaglia. E’ adrenalina allo stato puro. E un susseguirsi di partite multiplayer divertenti, spettacolari e capace di far restare il giocatore incollato allo schermo per ore e ore, eppure divertendo sempre.
E’ la voglia di un team di debuttare nel panorama videoludico lasciando l’impronta, introducendo una nuova variante che finora era rimasta “incognita”. E’ un titolo multiplayer che riesce ad avvicinare al genere anche coloro fedeli al solo single, poiché immediato, intuitivo e dannatamente divertente.
Con la promessa di patch atte a migliorare le piccole pecche descritte precedentemente, e con DLC pronti ad ampliare ancor più l’esperienza di gioco, non possiamo che promuovere quasi a pieni voti un titolo che sicuramente farà scuola. Titano pronto all’uso.