Recensione Superhot: un FPS innovativo

Un FPS geniale, con meccaniche semplici e grafica minimalista. ...

Il tempo va avanti solo quando tu ti muovi”. Ecco il concetto principale di Superhot, titolo sviluppato in una settimana da Superhot Team come prototipo ad agosto del 2013, nell’ambito di una game jam dedicata ai FPS.

Tutto ciò che accade nell’ambiente di gioco, quindi movimento dei nemici, proiettili sparati, oggetti lanciati e colpi corpo a corpo è legato al movimento del giocatore. In pratica, se stai fermo non si muove una foglia.

Sembra interessante come titolo, vero? Credetemi, lo è. Scopriamolo insieme.

UN GAMEPLAY MAI VISTO PRIMA IN UN FPS

Superhot ha delle meccaniche tanto semplici quanto interessanti. È uno sparatutto minimale interamente in bullet time (il bullet time è un effetto speciale che consente di vedere ogni momento della scena al rallentatore mentre l’inquadratura sembra girare attorno alla scena a velocità normale), in cui si deve raccogliere armi ed eliminare i nemici di colore rosso che compaiono nel corso dei vari livelli di gioco. Con un singolo colpo di proiettile nemico si muore e ciò comporta il riavvio della partita.

Anche se le meccaniche di gioco sono tipiche della maggior parte degli sparatutto, il tempo progredisce solo quando ci si muove o quando si prende un’arma, altrimenti il tempo è rallentato. Questo ci lascia la possibilità di modificare le nostre azioni al fine di evitare il percorso dei proiettili e di valutare meglio la situazione.

Bisogna ricordare però che anche quei simpatici pupazzi rossi possono schivare i proiettili. Si dovrà quindi tenere conto della loro direzione prima di sparare. Un proiettile mancato potrebbe essere la vostra condanna a morte, con un conseguente riavvio e qualche colorita imprecazione. Nelle ultime sequenze di gioco sarà inoltre possibile “switchare” il proprio corpo con quello di un nemico, uccidendo il corpo precedente.

Durante la partita è possibile utilizzare una buona gamma di armi. Primi tra tutti ci sono i pugni, spesso utilizzati come ultimo baluardo alla nostra difesa. A seguire, si possono trovare armi da fuoco come pistole, fucili a pompa e d’assalto.

Poi ci sono le armi corpo a corpo, come la mazza da baseball e la katana (in assoluto la mia arma preferita), e ultimi, ma non per importanza, possiamo trovare gli oggetti da lancio, utilizzabili per disarmare e stordire gli avversari. In questa categoria si trovano palle da biliardo, vasi e statuette.

In termini di gameplay Superhot è un prodotto eccellente, innovativo e divertente. Un problema abbastanza evidente e grave però sono le hitbox, sistemate un po’ approssimativamente per essere un gioco in cui la precisione conta parecchio. Altri problemi sono la longevità e la ripetitività della campagna principale, che conta di circa 30 livelli.

UN GIOCO NEL GIOCO

Avviando il titolo, ci si troverà davanti ad un menù in stile MS-DOS (c’è un sacco di roba bella lì, tipo le sfide e la modalità senza fine, che sbloccherete solo concludendo la campagna). Prima di iniziare a bucherellare i nemici in slow-motion, gli sviluppatori ci mettono davanti ad una chat che mette subito in chiaro lo stile della narrazione: il giocatore gioca una versione “romanzata” di sé stesso, seduto davanti al PC che riceve un messaggio da un amico, dove gli consiglia di provare un nuovo gioco, chiamato per l’appunto Superhot.exe.

Un piccolo ma grande dettaglio per la narrazione è il fatto che dovremo scrivere noi stessi le risposte. Infatti, premendo casualmente dei tasti sul gamepad, nella casella di testo si formeranno le frasi necessarie a far proseguire la conversazione.

Avviato il gioco, ci ritroveremo in un ambiente molto minimale in cui il colore prevalente è il bianco. Gli oggetti saranno distinguibili ma senza dettagli né colore. L’unica cosa a schermo differente sono i nemici, nient’altro che pupazzi senza volto di colore rosso. Tutto sarà immobile, ovviamente.

L’obiettivo del giocatore è eliminare tutti gli avversari e, dopo aver portato a termine il nostro compito, verranno mostrate le nostre gesta in loop e a velocità normale, mentre in sottofondo una voce continua a ripetere “Super Hot”, finché non ci chiederà di premere il tasto X (su PlayStation 4) per “cedere il controllo”. Andando avanti nel gioco diverrà evidente che la presenza del giocatore è conosciuta e monitorata, ma da chi? Se ve lo dicessi vi spoilererei tutto il gioco, poi che gusto ci sarebbe a giocarlo?

STILE MINIMALISTA E SENZA FRONZOLI

Il titolo, sviluppato con Unity, punta all’essenzialità più estrema, a differenza degli sparatutto tripla A di oggi. Come accennato prima, il level design è assolutamente minimale. L’ambientazione è completamente bianca, ma gli oggetti che la compongono sono facilmente distinguibili e non ci sono colori al di fuori del rosso dei nemici e il nero degli oggetti raccoglibili. 

Anche il sonoro è essenziale: presenta i suoni solo quando si spara, si colpisce o si raccoglie un oggetto, oltre all’effetto sonoro delle scritte che compaiono a schermo.

CONCLUSIONI

Superhot è innovativo. Il tempo avanza solo se ti muovi. Geniale, no? Uno scopo semplice, uccidere i nemici e farti strada livello per livello. Ha tanto potenziale, peccato che venga sfruttato solo in parte. Il problema risiede nella longevità e nella ripetitività del gioco. Basterebbe creare qualche ambientazione diversa e sviluppare una trama un pochino più articolata per renderlo un ottimo titolo.

Lo consiglio in particolare a chi piacciono gli sparatutto “ragionati” e a chi è in cerca di uno stimolo, una ventata di aria fresca dal mondo videoludico. In qualche modo potrebbe cambiare il futuro dei FPS e spero vivamente che accada.



SUPERHOT
7.2
SUPERHOT
Il buono
  • Gameplay innovativo e originale
  • Divertente al punto giusto
Il cattivo
  • Campagna troppo breve
  • Hitbox mal posizionate
  • STORIA
    7.5
  • GRAFICA
    8
  • SONORO
    6.5
  • GAMEPLAY
    8
  • LONGEVITÀ
    6

Studente disperato al quinto anno, allenatore di Rugby e scrittore fallito. Inizia a giocare a videogiochi alla giovane età di 8 anni, ricevendo in regalo il Game Boy Advance SP insieme a Pokémon Zaffiro. I suoi sogni? Laurearsi in Marketing e Tecniche di Comunicazione, andare a vivere in Norvegia e smettere di parlare di sé in terza persona.