Super Rude Bear Resurrection è uno di quei giochi che fanno uso di una pratica divenuta negli ultimi tempi molto usata da diversi videogiochi. Quale pratica vi starete chiedendo? Quella di far morire il giocatore costantemente ad ogni minimo errore.

Non sono un grande amante di questi titoli, a parte i Souls ma qui divaghiamo. Super Rude Bear Resurrection ha dimostrato di saper si punire il giocatore, ma anche di saperlo spronare verso la vittoria andando a sfruttare tutti i tentativi usati in precedenza da chi sta giocando, ma come esattamente? Ma grazie ai nostri cadaveri.

Un orso rude dentro un mondo spregevole

Super Rude Bear Resurrection ci mette nei panni di un orso uscito dal ghetto e poco amichevole, ma nulla lo ha preparato al viaggio che dovrà affrontare per liberare il mondo dal giogo del malvagio Wizard.

Il nostro caro orso viene così riportato indietro nel tempo dalla sua contemporanea East London per arrivare all’Inghilterra medievale. Il nostro viaggio sarà scandito da burroni pieni di spuntoni, lame rotanti e piattaforme dalla dubbia utilità e trappole infami, nulla di estraneo agli amanti di questo genere di titoli. La differenza introdotta in Super Rude è la capacità del nostro orso di poter tornare in vita costantemente e subito.

Passerete molto tempo a riempire burroni e pali con le vostre salme, ma sarà proprio questo stratagemma a portarvi alla vittoria. Piazzare qualche cadavere sopra a degli spuntoni per poter saltare sopra una nuova piattaforma, coprire delle asce bipenne per non finire uccisi nuovamente mentre si sale sopra un ascensore etc. Il vostro proseguire durante l’avventura sarà così legato all’uso dei cadaveri di Bear.

Fate attenzione a non abusarne però, i corpi pur diventando validi alleati potranno anche decretare la vostra sconfitta. Cercate di coprire solo i punti che decretate utili al progresso del livello altrimenti vi troverete bloccati dai vostri io passati, tranquilli però, nulla che non possa essere risolto con l’ausilio di Jeff: ovvero la nostra “fatina” elimina cadaveri.

L’uso di quest’ultimo personaggio è collegato al pulsante Shift (su PC) e ci permette di poter muovere la nostra guida fatata per il livello così da eliminare i cadaveri in eccesso tramite il suo raggio anticadavere o con l’onda creamatoria, più letale del raggio e con una grande are d’azione.

Controlli (im)perfetti

La chiave per il divertimento all’interno di questi giochi è davvero sottile, bisogna dover dosare bene il livello di punizione e premio dati al giocatore senza andare a rendere l’esperienza troppo frustrante. Super Rude Bear Resurrection ci prova con il suo sistema di cadaveri utili, ma va ad azzopparsi con i suoi stessi controlli e con un sistema di movimento fin troppo oleoso, tanto da risultare frustrante anche nei passaggi relativamente più semplici dove è perfettamente evitabile morire.

Questo problema è unito ad una ottimizzazione che ho faticato a capire, tutt’ora non comprendo se il titolo parte da PC per poi essere usato su PS4 o viceversa. Ma cosa dici? Vi starete chiedendo, però fidatevi di quel che vi dico. Il problema lo noterete una volta entrati dentro le opzioni di gioco, dove la legenda per i comandi PC vengono casualmente sostituiti da quelli PS4 senza motivo, la cosa mi ha tenuto bloccato su una schermata per qualche minuto prima di capire quale tasto della mia tastiera corrispondesse al cerchio per PlayStation.

Altro fatto strano è l’inaspettata timidezza dell’opzione legata ai frame per secondo, settata di base a 60 fps. Visto lo stato abbastanza rudimentale del mio PC, decisi di abbassare questo parametro a 30 fps, ma come si finisce a cambiare la velocità di refresh ecco che l’opzione scompare per venire sostituita dal sistema di illuminazione. Per far saltare fuori nuovamente la scelta di frame, dovremmo uscire e rientrare nelle opzioni, eppure nonostante questo, il passaggio risulterà praticamente inutile per cambiare il settaggio.

Andati oltre questi problemi, il titolo si dimostra comunque solido è capace di tenere il giocatore incollato allo schermo almeno fino alla prossima crisi nervosa da morti consecutive.

Un mondo originale e vivo

Non tutto quello che presenta Rude Bear è negativo, anzi intendiamoci, il gioco è divertente una volta presa la mano con l’attitudine masochista che gli ruota attorno, ma ciò che risulta subito è lo stile del mondo di gioco.

Per quanto semplici, gli elementi che compongono i vari livelli del gioco sono ben strutturati e proseguendo con l’avventura appariranno anche i primi nemici “vivi” pronti ad infastidire il vostro mortale percorso verso la vittoria.

Anche le musiche non sono male risultando congeniali allo stile del gioco, anche se dopo un pò, il tutto si riduce ad una base ritmica abbastanza anonima nonostante alcuni passi davvero ben realizzati.

Non solo storia

Per chi di voi è riuscito a terminare la modalità principale vi aspetta la maratona.

In maratona potrete scegliere in che modo vorrete riaffrontare l’avventura del nostro rude orso, tra le varie scelte che ci vengono proposte dal gioco troviamo la classica run completa del gioco, una maratona di tutti i boss, i singoli mondi o la rainbow.


Avviata la maratona  bisognerà affrontare i livelli sotto la costante pressione del cronometro, dovrete ovviamente stare attenti a fare il minor numero di morti per mantenere alto il vostro punteggio. Tale modalità è perfetta per chi ama le sfide estreme senza la paura di finire dentro un oblio di ira e frustrazione, cosa impossibile se siete dei veterani di questo genere di giochi.

Una rude sentenza?

Super Rude Bear Resurrection si dimostra all’altezza del suo rinomato collega Super Meat Boy, ma differentemente dal suo amico rosso, il nostro orso ha ancora qualche freccia da aggiungere al suo arco.

Il fatto di poter utilizzare i propri cadaveri per poter sopperire ai propri errori, dopo un pò si dimostra più una soluzione ai comandi imprecisi e scivolosi più che una vera aggiunta alla difficoltà del titolo. Nonostante una ottimizzazione non proprio ottimale e qualche menù impreciso, Super Rude Bear Resurrection riesce nel suo intento nel presentare una sfida complessa, ma soddisfacente, permettendo anche ai giocatori meno avvezzi ai masocore di poter terminare l’esperienza senza troppi esaurimenti nervosi.

Quindi, se siete fan dei giochi con difficoltà esasperanti e punitive, Super Rude Bear Resurrection è quello che state cercando. Se invece fate parte della vecchia scuola dei giochi con difficoltà crescente, vi lasciamo alla recensione di Final Fantasy XII The Zodiac Age.

Ti Potrebbe interessare anche...