The Technomancer è il gioco che non ti aspetti in un fine giugno in cui il caldo ed uno scoppiettante E3 hanno fatto da padrone. L’action rpg sviluppato da Spiders e prodotto da Focus Home Interactive, pur non potendo puntare su valori produttivi enormi, riesce a catturare l’attenzione del giocatore con una struttura solida e profonda soprattutto grazie ad un’ambientazione che si stacca dal classico mondo rpg fantasy. I riferimenti al precedente lavoro, Mars: War Logs, sono molto evidenti e non mancano elementi che richiamano alle pellicole cinematografiche come Atto di Forza e Chronicnles of Riddick. Senza aspettare il progetto Mars One per spedire i primi uomini su Marte nel 2025, facciamo partire The Technomancer e viviamo in prima persona cosa potrebbe attenderci nel pianeta rosso.

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TRAMA

Il gioco inizia due secoli dopo la colonizzazione di Marte dove, per qualche sconosciuto motivo, tutti i contatti con la madre Terra sono andati perduti. La civiltà umana stanziata su Marte si è quindi evoluta dividendosi in tre grandi corporazioni per il controllo della risorsa più importante e carente sul pianeta: l’acqua (quanti di voi avrebbero detto ossigeno pensando ad Atto di Forza?).

Sul pianeta rosso la società non sarà molto diversa a quella di un possibile futuro terreste dove grandi corporazioni potrebbero esercitare la loro egemonia su intere città. La società marziana in questi primi due secoli di vita si è sviluppata in ceti sociali che potremo identificare come classi. I mutanti, esseri umani affetti da delle mutazioni causate dalle radiazioni solari e quindi deformi o sfigurati sono, come facilmente intuibile, gli schiavi seguiti su un gradino più in alto nella gerarchia sociale marziana dai Rogue. Queste losche figure, nonostante una posizione sociale migliore dei mutanti, sono destinate ai bassifondi ed a tutti gli intrecci della malavita. Chiude il cerchio la consueta borghesia che sfruttano il lavoro dei mutanti o di quei pochi rogue che cercano di condurre una vita normale. Nella borghesia prenderanno posto anche i vari elementi degli eserciti e servizi segreti e, al vertice della piramide, la classe politica è comandata da un fantomatico Rabdomante, una sorta di presidente della corporazione.
Il nostro protagonista, Zacharian Mancher, sarà in forza alla corporazione di Abundance, nella città di Ophir e non farà parte di nessuna di queste tre ceti sociali. Quello che impersoneremo sarà un Tecnomante, una persona dotata di un potere considerato di origine divina, il controllo dell’elettricità, e la possibilità di scrivere il proprio destino, indipendentemente dalle proprie origini. Questi particolari individui rappresentano la classe d’élite degli eserciti di Marte in cui le continue guerre tra le corporazioni rischiano di mettere in serio pericolo il fragile equilibrio della società marziana. Saranno loro a determinare il futuro del Pianeta Rosso?

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[nextpage title=”Gioco e Gameplay”]

IL GIOCO

Una volta completata la creazione del nostro personaggio, in cui potremo decidere i tratti distintivi con un poco profondo ma funzionale sistema di caratterizzazione, potremo assegnare le specializzazioni iniziali ed affrontare il tutorial che ci darà una infarinatura sugli stili di lotta, le abilità da tecnomante e tutto il necessario per muovere i primi passi nel gioco. Una volta superata l’ultima missione da cadetto potremo entrare nella confraternita dei Tecnomanti diventando di conseguenza ufficiali. Durante questa missione verremo a conoscenza della vera origine dei Tecnomanti e del loro più prezioso segreto a cui presteremo giuramento.

Il gioco inizia qui, pronti ad affrontare la nostra avventura fatta di missioni che ci verranno assegnate dall’esercito o dal Gran Maestro dell’ordine dei Tecnomanti. Il nostro lavoro sarà quindi diviso tra la necessità di adempiere i nostri doveri militari e quella di far fronte alle necessità dell’ordine, in una costante conflitto di valori morali di un Tecnomante e le richieste senza scrupolo dell’esercito. Proprio questo elemento fa capire la profondità del gioco sottoponendoci al costante peso di poter determinare il proprio destino affrontando le conseguenze delle proprie scelte.

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Saremo spesso e volentieri chiamati a fare importanti scelte morali regalando al giocatore un buon coinvolgimento emotivo che caratterizzerà gran parte dell’avventura. Per ovvie ragioni eviteremo di riportare altri spezzoni di storia per non rovinare quello che vi aspetterà nel gioco, ma le scelte saranno legate a doppio filo con l’ottima trama ed il finale multiplo.

GAMEPLAY

The Technomancer potrebbe sembrare un gioco dalle meccaniche semplici ma i ragazzi di Spiders hanno sviluppato un sistema profondo ed articolato basato su uno skill tree costituito da tre categorie principali. Il primo è incentrato sulle abilità di lotta del personaggio che racchiude le sotto categorie del Tecnomante, Lottatore, Furfante e Guardiano. Inutile sottolineare l’importanza della scelta dato che di fatto si definisce la classe di appartenenza. Seguono le abilità specifiche che racchiudono elementi come la Scienze, la Fabbricazione la Furtività per un totale di sei elementi che aiuteranno non solo durante il combattimento ma anche ad influenzare le scelte dei nostri interlocutori. Chiude il classico ramo dedicato al potenziamento di Forza, Agilità, Resistenza e simili.

Infine è presente la gestione del nostro personaggio, con un discreto numero di oggetti che caratterizzeranno il nostro equipaggiamento; essa sarà suddivisa in zone del corpo e in funzione della quale potremo assegnare diverse categorie di armi per ogni stile di combattimento. Il sistema di gestione e di crescita del personaggio risulta solido e perfettamente adattabile al nostro stile di gioco ma richiederà un po’ di pazienza per assimilare i vari menu.

The Technomancer fa ruotare il gameplay su tre differenti tipologie di lotta cui si aggiungeranno le abilità conferite dalla Tecnomanzia. Quest’ultima è da considerare come un nostro potere speciale dato che ci permetterà di controllare l’elettricità ed incanalarla secondo la nostra necessità per portare a segno attacchi devastanti. Qualunque sia la vostra preferenza nella lotta sarà importante spendere qualche punto in questo ramo data l’efficacia dei colpi che si potranno portare a segno.

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LOTTATORE

Per gli utenti a cui piace menare fendenti senza curarsi troppo degli attacchi avversari il lottatore è la scelta più consigliata: non avremo a disposizione uno spadone alla Berserk ma un bastone e delle capacità marziali che ricorderanno a tratti quelle dei monaci Shaolin. Da tenere in considerazione il raggio d’azione dato che attraverso questo stile potremo coprire un area discretamente vasta tenendo di conseguenza il nemico a debita distanza. Interessante anche la mobilità del personaggio che potrà destreggiarsi con spettacolari capriole.

FURFANTE

Questo stile ci permetterà di alternare fulminei attacchi ravvicinati, per mezzo di un lungo pugnale, ad attacchi dalla distanza con inizialmente una sparachiodi per poi passare alle più funzionali pistole. Quest’ultime avranno nel proseguo del gioco interessanti abilità che ci permetteranno di effettuare potenti raffiche di fuoco. Questa classe si addice a chi ama muoversi rapidamente con attacchi furtivi o uccidere i nemici senza sporcarsi troppo le mani dalla distanza.

GUARDIANO

Chiude la modalità “mazza e scudo”, quella che per gli amanti di D&D potrebbe evocare il più classico dei chierici. Dovremo fare dello stile difensivo il nostro credo grazie ad uno scudo ed un set di armi pesanti come mazze chiodate, asce a una mano e via dicendo. Ricordatevi sempre che uno scudo difende ma può anche offendere se usato intelligentemente.

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L’unicità dei tre stili di combattimento e la possibilità di concatenarli per far fronte ad ogni possibile situazione rappresenta l’altro elemento fondamentale del gioco nonostante le prime ore di gioco risulteranno un po’ macchinose per poter metabolizzare il quanto proposto.

The Tecnomancer è, tirando le somme, un action-RPG che, pur non introducendo chissà che rivoluzione a livello di gameplay, risulta profondo e ben equilibrato, lasciando all’utente ampia scelta su come sviluppare il personaggio. Il sistema di controllo è funzionale e razionalizzato molto bene garantendo una buona fluidità sia in fase offensiva che in fase di cura del personaggio, con la possibilità di utilizzare delle abilità speciali mediante la pressione del dorsale inferiore sinistro in combinazione ad uno dei tasti tondi o, in alternativa, sfiorando il touch pad in una data direzione.

Nel gioco non vivremo l’avventura da soli ma saremo accompagnati da vari compagni che ci aiuteranno nelle differenti missioni. Potremo interagire con loro migliorando il loro equipaggiamento per un supporto migliore durante i vari combattimenti. A proposito di equipaggiamento, immancabile la consueta sezione di crafting che ci permetterà di riciclare gli oggetti trovati per potenziare i nostri o comprare nuove oggetti dai consueti venditori. Quest’ultimi potranno essere influenzati dalle nostre abilità specifiche o dalla nostra capacità di saper trattare con il giusto prezzo. Al momento non abbiamo beneficiato molto nel comprare oggetti dai negozi, come nella maggior parte degli rpg, mentre la creazione di oggetti e potenziamenti risulta ben bilanciata e varia senza esagerare.

La main quest è accompagnata dalle consuete missioni secondarie che terranno il giocatori incollati al gioco per molte ore (ne sono necessarie circa una ventina per completare la storia principale). La difficoltà del gioco però non è da sottovalutare: The Tecnomancer risulterà impegnativo già a livello normale. Ricordatevi di salvare spesso poiché l’auto salvataggio sarà impostato solo ad inizio e fine missione e in check point intermedi per le missioni più lunghe.

L’ impossibilità di marcare sulla mappa un obiettivo da raggiungere potrà inizialmente disorientare obbligando a muoversi un po’ a casaccio ma potremo godere di un level design curato ma decisamente complesso al fine di restituire la sensazione non lineare dello sviluppo urbano e suburbano delle città di Marte. La tetra atmosfera sci-fi post apocalittica risulta davvero esaltante e aiuta ad immedesimarsi nel gioco più di tanti altri “orpelli” di gameplay.

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ENGINE E TECNICA

Nonostante un peso complessivo che non raggiunge gli 8GB possiamo dire che a livello tecnico The Technomancer non ha tantissimo da invidiare a produzione più grandi e con budget decisamente più corposi. Il motore grafico fa un buon lavoro nella gestione dei poligoni nelle varie ambientazioni che sono riprodotte in maniera convincente nonostante manchi interazione con gli oggetti e la fisica a tratti sembra totalmente assente. La qualità delle texture è altalenante, a tratti pulite e rifinite e altre volte decisamente slavate, ma in generale possiamo ritenerci soddisfatti considerando la grandezza e diversità dei luoghi da visitare.

Anche le animazioni soffrono del medesimo problema, quelle del nostro personaggi sono davvero eccellenti, tanto in fase di gioco quanto in fasi di dialogo, mentre quelle dei nostri compagni di squadra, dei personaggi non giocanti e di diversi nemici risultano accettabili (animazioni facciali da rivedere). Ridotti al minimo effetti di luce ed ombre con un discreto aliasing a disturbare l’immagine.

A livello di nemici non potremo lamentarci sia per la varietà di creature che incontreremo che per i boss finali ben realizzati e con interessanti pattern d’attacco. Nonostante la IA non brilli per nessuna delle creature affrontate il loro numero ed i danni inferti con un attacco critico andato a segno renderanno ogni combattimento avvincente ed intenso.

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A differenza dell’engine, che a monte di qualche difetto riesce a dare a schermo un discreto risultato complessivo, il comparto audio ci è sembrato un po’ sotto tono. Le campionature fanno il compitino e le musiche di accompagnamento non risultano spesso epiche ed avvincenti. Vero che l’atmosfera marziana non è quella dei più classici fantasy ma ci saremo aspettati qualcosa di più distintivo ed incisivo. I dialoghi in inglese non saranno caratteristici ed a tratti ripetitivi ma è apprezzabile lo sforzo per dare almeno ai personaggi principali una certa personalità.

CONCLUDENDO

The Technomancer è un gioco che ci ha stupito sia per la buona implementazione del gameplay che per lo stile grazie l’atmosfera sci-fi post apocalittica sul tanto bramato pianeta rosso. La possibilità di determinare il nostro destino tramite un buon sistema di scelte morali, una trama ben articolata danno un tocco di classe ad un gioco che per ovvie ragioni non potrà passare agli annali per capolavoro di tecnica. Il motore grafico fa il suo lavoro ma è evidente il gap con società che dispongono di fondi più consistenti.

Il gioco è un must have per chi cerca un action RPG che si stacca dalla solita ambientazione fantasy e catapulti il giocatore in un pianeta che sta sempre più entrando nell’immagine comune come nuova terra da colonizzare: Marte. Come scritto all’inizio se non si vuole aspettare il 2025 diventiamo Tecnomanti ora nel 2016.

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