PREMESSA

Sono passati otto anni dal rilascio del gioco su PS3 e, dopo la versione PC uscita nel 2014, arriva la versione rimasterizzata per PS4 in attesa del prossimo capitolo della serie Valkyria: Azure Revolution.
Il gioco, sviluppato da SEGA, è stato ai tempi un piccolo e prezioso capolavoro in un mondo ludico che, nell’ormai lontano 2008, stava entrando lentamente nella maturazione della settima generazione di console.

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Rivivere l’emozionante storia di Welkin ed Alicia ci ha fatto ricordare come un gioco non vive solo di un buon e strutturato gameplay, ma anche di sentimenti, passione e a tratti commozione.
Il mercato è ormai fin troppo saturo di giochi rimasterizzati, ma Valkyria Chronicles è uno di quei titolo che possiamo definire senza tempo e sempre attuale, scopriamo insieme il perché.

TRAMA – Una narrazione solida e avvincente

La trama di Valkyria Chronicles è sicuramente stata sviscerata da tutti gli amanti della serie ma, per chi si avvicina solamente ora a questo gioco, è giusto prepararsi ad una narrazione che esce dai normali e canonici schemi di molti titoli, soprattutto europei.
La storia è appassionante, ma anche semplice, a tratti delicata nelle brutalità della guerra in cui i nostri protagonisti cercheranno di sopravvivere e preservare quel poco di umanità che gli è rimasta.

Come anticipato il giocatore vestirà principalmente i panni di Welkin, un giovane amante della natura tornato in patria nel peggior momento possibile. Il suo luogo di nascita è il Principato di Gallia, una piccola nazione al confine con l’Alleanza Atlantica e la Federazione Imperiale che da tempo ha messo gli occhi sulle ricche vene di Ragnite (un minerale azzurro usato praticamente per tutto). La guerra è improvvisa e un ridente e spensierato villaggio si ritrova teatro di un conflitto che coinvolgerà appunto il nostro protagonista, sua sorella adottiva Isara e l’adorabile e tenace Alicia.
Forte e di spessore anche la caratterizzazione degli antagonisti come Selvaria Bles e Maximillian.

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La storia, che seguiremo in un autentico libro di gioco, è ricca di spunti e dialoghi che ci permetteranno di entrare a fondo nell’introspettiva dei personaggi viaggiando e combattendo con loro. Sullo sfondo di una guerra vivremo quindi  una storia unica e appassionante che vale la pena di scoprire e vivere in ogni suo dettaglio, impreziosita da un gameplay originale e coinvolgente.

GAMEPLAY – JRPG Strategico?

Valkyria Chronicles è fondamentalmente un RPG visuale, la narrazione avviene con un susseguirsi di vignette più o meno animate, con combattimenti a turni e in tempo reale. Il sistema elaborato dal team di sviluppo si basa sui Command Point (CP) per muovere le nostre unità in tempo reale. Dovremo quindi saper dosare sapientemente ogni gettone a noi concesso per muoverci con intelligenza nella mappa o effettuare un’azione quale sparare o curare il personaggio selezionato. Quando avremo terminato i nostri punti azione toccherà al nemico che a sua volta si sposterà sulla mappa o cercherà di uccidere le nostre unità.
Il ciclo a turni termina quando si raggiungono gli obiettivi prefissati nella missione, si fallisce la missione o si supera il limite di turni imposti nel determinato avvenimento. L’azione quindi si svolge a turni, con una visuale in terza persona, ma, una volta selezionato un soldato, tutto diventa in tempo reale.

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La nostra unità avrà una barra che determinerà il nostro movimento massimo e avremo la possibilità di metterci in copertura dietro a sacchi di sabbia o nasconderci nell’erba, mentre il sistema di mira sfrutta una divisione piuttosto basilare dei corpi nemici per decidere i danni (inutile consigliare di sparare alla testa ndr).

Ogni unità gode di una certa libertà di movimento e di capacità che la rendono più o meno adatta alla schermaglia con i nemici. Importante quindi la gestione della sinergia tra le varie unità e imparare quali soldati utilizzare in un determinato momento della battaglia. La maggior parte dei personaggi che utilizzeremo avrà delle peculiari abilità ed è previsto un interessante sistema di potenziamento delle varie classi reclutando nuove unità per migliorare il nostro rateo di fuoco.
Grazie all’esperienza che si accumula potremo gestire lo sviluppo delle nostre truppe in modo abbastanza naturale, spendendo ciò che si è guadagnato in un comodo campo di addestramento, migliorando armi e corazze in un laboratorio di ricerca. Nel quartier generale, peraltro, si possono scegliere molti soldati diversi, resi unici dalla presenza dei talenti che offrono vantaggi su certi terreni o se si combatte affiancati da specifici soldati.

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Il combat system è praticamente rimasto invariato e, nonostante l’età, risulta appagante e una valida alternativa ai classici SRPG.
Il gioco non presenta una difficoltà elevata e a tratti risulta particolarmente frustrante il fatto che ingaggiare un combattimento è quasi meno “remunerativo” che trovare il percorso migliore sulla mappa e terminare la missione evitando lo scontro a fuoco. Questo elemento mina a tratti l’esperienza globale di Valkyria Chronicles, ma la libertà d’azione, anche grazie anche alla nutrita schiera di missioni secondarie e ai DLC inclusi nel pacchetto, sarà sufficiente per appagare anche chi è orientato a un gioco più strategico.

Il titolo rimane comunque impegnativo, specialmente in alcune missioni che risultano decisamente più difficili e vanno affrontate con pazienza per evitare la morte prematura dei nostri eroi. In generale il sistema è quindi ben equilibrato tra accessibilità e profondità, ma soprattutto riesce a divertire grazie a una campagna ben bilanciata tra azioni, dialoghi e combattimenti.

TECNICA ED ENGINE – 60fps ed una caratterizzazione migliore

Il lavoro di importazione ed ottimizzazione per il nuovo hardware ha portato sicuramente i suoi frutti. A vederla nella sua interezza siamo ancora leggermente sotto alla versione per PC, ma il 1080 e i 60fps garantiscono un’esperienza di primo ordine. Il cel shading elaborato con una morbida colorazione pastello trasforma ogni scena, comprese anche quelle in combattimento, in qualcosa di più di una illustrazione animata sotto forma di videogioco. I modelli tridimensionali, seppur ritoccati in questa edizione, risultano ancora un po’ approssimativi e le animazioni non saranno sempre fluidissime, ma ci troviamo di fronte a uno di quei rari casi in cui la direzione artistica surclassa la forza di una mole mastodontica di poligoni.

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Molto bella la scelta della paletta dei colori anche se per alcuni elementi non sarebbe stato un peccato calcare di più la mano con colori leggermente più accesi per evitare un generale appiattimento se si gioca in schermi grandi (dove la cornice di gioco si fa “sentire” anche troppo). L’ aliasing è sensibilmente più marcato ed alcune sequenze di gioco risultano leggermente sporche, ma il lavoro di miglioramento su alcune texture riesce a mitigare questo aspetto.

Apprezzabile la possibilità di impostare la traccia audio giapponese e godersi il doppiaggio in lingua originale al posto dell’adattamento in inglese; in ogni caso, si tratta di un lavoro di eccellente qualità, rimarcato dalla puntuale e bellissima colonna sonora firmata da Hitoshi Sakimoto.
Chiude la componente “tecnica” l’inserimento dei trofei divisi in 7 di bronzo, 3 d’argento e 10 d’oro, con l’immancabile platino.
Una nota per i cacciatori di platini: si dovrà sudare un po’ per sbloccare tutti i trofei, dato che sarà richiesta un’esecuzione quasi perfetta delle missioni di gioco.

CONCLUDENDO – Spendiamo questi 25€?

Valkyria Chronicles è un gioco quasi indimenticabile per narrazione e caratterizzazione dei personaggi supportato da un gameplay che riesce a divertire anche a distanza di ben otto anni. Quando si parla di una remastered ci si chiede sempre il gioco valga l’acquisto e la risposta, in questo caso, è sì, soprattutto per chi non ha avuto la possibilità di giocare la versione PS3 o PC.

Qualche elemento in più oltre alle espansioni incluse non ci sarebbe dispiaciuto, ma in generale possiamo ritenerci soddisfatti.
Per ovvie ragioni il titolo è consigliato a chi mastica il genere, ma anche a chi cerca qualcosa di diverso a livello di gameplay e una narrazione e direzione artistica decisamente sopra gli standard.

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