A Plague Tale: Innocence fa della trama e delle location uno dei suoi punti di forza. Fin dalle prime battute di caccia, nel vero senso della parola, sentiremo quasi addosso i vestiti di una persona che viveva in Francia nel quattordicesimo secolo. I dettagli di alcuni luoghi, sebbene privi di interazione, sono semplicemente eccezionali e capaci di catapultandoci di peso in una civiltà che ancora non conosceva molte delle comodità a cui siamo abituati. Niente elettricità, veicoli per muoverci velocemente e quel senso di mortalità che caratterizzava il periodo storico narrato. Un semplice taglio, una ferita profonda, poteva decretale la morte di una persona.

Tutto inizia con una battuta di caccia per poi trovarci a fuggire dall’inquisizione cercando di portare in salvo Hugo, ultimo erede dei nobili De Rune. Vestiremo i panni di Amicia, sorella del bambino afflitto da una misteriosa malattia fin dalla nascita. Evitando noiosi ed inutili spoiler riusciremo nel nostro tentativo di scappare dalle nostre terre ma non senza perdite significative. La storia è ben narrata con un taglio cinematografico diretto e spietato nonostante qualche limite tecnico a livello di espressività facciale.

Per chi volesse approfondire il periodo storico consigliamo la lettura di libri e documenti sulla lunga serie di conflitti che coinvolsero Francia e Inghilterra dal 1337 al 1453. Questa guerra fu una delle cause dell’epidemia della Peste Nera che coinvolse tutta l’Europa del Medioevo.

Gameplay funzionale ed efficace

Il gameplay messo in piedi dagli sviluppatori, Asobo Studio, è semplice ma soprattutto funzionale alla storia raccontata. Nei panni di Alicia dovremo muoverci furtivamente tra le file dell’inquisizione che ci daranno la caccia dall’inizio alla fine del racconto. A complicare la nostra fuga ci saranno le orde ti topi uno degli elementi cardinali della storia. Avremo a disposizione diversi mezzi per muoverci tra i vari stage che ci verranno proposti tramite capitoli con l’aggiunta del nostro fratellino Hugo che in alcuni frangenti sarà indispensabile.

Distrarre le guardie sarà una dei metodi migliori per avanzare utilizzando la nostra fidata fionda o lanciando vasi in determinate direzioni. A Plague Tale: Innocence ci da anche la possibilità di combattere nonostante la nostra semplice arma a disposizione. Questo rompe un po’ la monotonia di dover sempre nascondersi, in certe situazioni la miglior difesa è l’attacco. Come anticipato potremo chiedere ad Hugo aiuto in caso di passaggi troppo piccoli o porte bloccate ma controlleremo il piccolo di famiglia direttamente solo in un capitolo. La gestione di Hugo sarà veramente “per mano” per la maggior parte del gioco.

Progressione e crafting

A Plague Tale: Innocence ha forse nella fin troppa facilità uno dei suoi punti deboli. La storia stessa perde mordente per la facilità in cui, durante le prime ore di gioco, potremo avanzare. Certi momenti cruciali avrebbero dovuto presentare una difficoltà maggiore per vivere pienamente il dramma, mentre invece potremo completare l’evento come se fosse già stato scritto e prestabilito.

La sensazione di andare su binari viene mitigata da un ritmo costante ma si poteva alzare leggermente l’asticella, male non avrebbe fatto. Nonostante non sia uno dei punti di forza del gioco la parte di crafting e progressione è ben congegnata ed implementata. Dovremo trovare risorse ed oggetti per migliorare il nostro equipaggiamento e non solo. Grazie ad alcune ricerche avremo la possibilità di creare munizioni speciali per la fionda. I materiali non mancheranno, basterà cercare in giro per trovare tutto l’occorrente.

In tutto questo viene lasciato fuori Hugo relegando la crescita solamente alla giovane Amicia senza possibilità di una vera selezione di abilità specifiche. Tradotto: non ci sono ne classi ne percorsi per diversificare la protagonista.

Comparto tecnico

Il level design e la cura nella riproduzione di una Francia medievale è sicuramente notevole. In certe location ci siamo veramente sentiti di vivere nella vita quotidiana di una casa di baroni o contadini di quel periodo. La paletta dei colori è sapientemente utilizzata tanto da far credere di avere tra le mani un titolo tripla A. Solamente i movimenti, a tratti poco fluidi, ed una rigidità facciale fin troppo marcata fa capire la natura del gioco. Nonostante queste piccole macchie il comparto tecnico è perfettamente godibile, il tutto accompagnato da una musica e campionatura di tutto rispetto.

Buoni gli effetti di luce anche se, data l’importanza, si poteva lavorare di più sugli effetti del fuoco che risulta solamente ben implementato. A Plague Tale: Innocence è apprezzabile anche per il lavoro fatto tra le sessioni notturne o diurne con quel tono grigio che sembra caratterizzare un periodo storico ben delineato. Manca un vero livello di interazione che si presenta solo su elementi marginali della scena, ma che risultano allineati con il genere di gameplay proposto. La IA è l’ultimo punto debole della produzione, basterà distrarre le guardie di turno, o correre in un riparo, per far perdere le nostre tracce.

Il gioco è composto da diciassette capitoli ciascuno di una durata differente. Potremo completare il gioco in una dozzina di ore spendendo qualche tempo in più per scovare tutti i collezionabili. Per chi fosse interessato al gioco ne consigliamo vivamente l’acquisto su amazon a meno di 45€!!!

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