Dark Quest 2 è come concetto estremamente semplice e lineare: ogni dungeon che affrontiamo è composto da un certo numero di stanze, ognuna delle quali può avere al suo interno trappole, loot, nemici o piccoli puzzle da risolvere (solitamente caratterizzati da cercare un passaggio segreto o una leva da attivare). Come nel più classico dei board game dovremo avanzare tra diverse stanze fino a raggiungere l’uscita ed ottenere la nostra ricompensa. In ciascuno scenario, quest del gioco, potremo trovare elementi per potenziare i le abilità dei nostri personaggi, nonché soldi per comprare dai mercanti nuove armi o le tipiche pozioni per la salute.

La trama è la più classica del genere, con il nostro manipolo di eroi pronti a sgominare il male impersonificato dallo stregone malvagio. La caratterizzazione non è delle più profonde e la struttura a quest non aiuta la trama a decollare risultando un susseguirsi di schemi ripetuti. Questo aspetto incide sulla longevità data la poca variazione sul tema ma è nella semplicità la forza di Dark Quest 2. Il titolo sviluppato da Brain Seal Ltd è come la controparte da tavolo: diretta, divertente e da essere apprezzata a piccole dosi.

Personaggi principali e non

Dark Quest 2 ci metterà nei panni del consueto guerriero, il mago, il nano, una sorta di paladino (healer Knight) il dark monk e l’arciere. Ogni personaggio ha le sue caratteristiche peculiari oltre ad avere svariate abilità da sbloccare e potenziare. Per quanto concerne le abilità ne avremo di due tipi: quelle attive, utilizzabili una sola volta per dungeon, e quelle passive, che richiedono una particolare condizione per attivarsi. Inizieremo l’avventura con un personaggio per poi aggiungere i vari componenti del party una volta avanzato nelle missioni di gioco. Questo aspetto aiuta a mitigare la ripetitività di quanto proposto a livello di gameplay ma fino ad un certo punto.

Una volta tornati al villaggio potremo reclutare i nuovi eroi dall’oste o migliorare il nostro arsenale dal fabbro. Questo aspetto poteva essere approfondito dato che non avremo nessun genere di crafting, ma solamente un negozio dove spendere il nostro denaro. Se da una parte aiuta ad un bilanciamento del gioco, non troppo sofisticato, dall’altro renderà tutti gli eroi abbastanza omonimi.

Quest, quest quest

Una volta terminate le prime missioni, che fungono da tutorial, potremo avanzare in maniera spedita anche se il livello di difficoltà potrebbe far incappare il giocatore in una morte prematura alcuni membri del team. Consigliato bilanciare al meglio il team per non trovarsi a dover resuscitare troppi componenti del party una volta tornati al villaggio.

Una buona strategia è quella di alternare i personaggi per farli “riposare”, ma è quasi sempre consigliato portare l’Healer Knight o equipaggiare una buona quantità di pozioni di guarigione. Le abilità sono ben implementate e specifiche per personaggio anche se qualche dubbio permane sulla loro bilanciatura. Il guerriero si è quasi sempre risultato indispensabile per riuscire ad avanzare senza troppi problemi.

Per poter migliorare il nostro party, come per organizzare al meglio il nostro equipaggiamento, dovremo essere nel villaggio, elemento che stona con un classico GDR in cui la gestione del nostro inventario è fondamentale.

Rozzo ma fedele a sé stesso

A livello di tecnica il gioco ricorda quei titoli usciti verso la fine degli anni ottanta. Il design è fumettoso e marcato ed i nostri personaggi, come i nemici, si sposteranno letteralmente sui quadretti di gioco. Il sistema di punta e clicca per muoversi a volte potrà far innervosire per una precisione che lascia un po’ a desiderare. Succederà spesso di perdere un prezioso attacco per un errore di selezione casella e non avremo possibilità di annullare l’azione.

Il level design è ben articolato seppur limitato dal gameplay proposto, ma è degno di lode l’inserimento dell’editor per crearsi le mappe personalizzate. Le zone che perlustreremo potranno alla lunga risultare ripetitive per il continuo riproporsi di svariati dungeon tutti molto simili tra loro.
Potremo vivere l’avventura online ma non siamo riusciti a provare questa modalità per mancanza di amici da aggiungere al party. Chiude un piacevole comparto sonoro che scandirà il ritmo delle nostre azioni ed il meritato riposo una volta tornati al villaggio.

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