In campo con il loro primo progetto nel settore videoludico, Helios Production presenta nella mani dei gamer Black Day, sparatutto sandbox con meccaniche stealth, che, sebbene ancora in una forma quasi primitiva poiché disponibile in Early Access, non riesce ad esaltare l’insieme delle attività che ci pone davanti, trasformandosi in un vago shooter senz’anima e senza perché.

Stealth, ma non solo

Ambientato, per ora, in quattro scenari completamente diversi tra loro, in grado di mettere alla prova il giocatore nelle situazioni più disparate che possa affrontare un infiltrato speciale, Black Day offre una diversità di contenuti che lasciano dell’amaro in bocca. Il gioco ha diversi obbiettivi, variabili in quantità a seconda del desiderio del giocatore, che evidenziano, seppur in maniera semplice,la vostra abilità di infiltrazione, affidandovi compiti prettamente di base stealth.

Quello che si interpone tra noi e la riuscita della nostra missione non è soltanto l’ovvia quanto scontata presenza di nemici tra i quali dovremmo farci strada, ma la struggente e mal definita gestione fisica del gioco in sè. Fermo restando la possibilità di approccio secondo lo stile di combattimento che più vi si addice, l’elemento cardine dell’intero progetto rimane lo scontro celato nell’ombra.

Ebbene, quello che più delude è proprio la modalità stealth. Nel dettaglio, l’individuazione dei nemici risulta difficoltosa e senza una logica ben definita, attraverso la quale faticherete a vedere a video i vostri avversari, indipendentemente dalla distanza che vi separa. Di contro, celarvi tra la fitta boscaglia non sempre garantisce una valida copertura, tradendo spesso la vostra posizione a fronte di una vista da superman dei vostri nemici.

L’intelligenza artificiale che comanda gli ostili ha una logica tutta sua: un attacco furtivo alle spalle del nemico, anche quando questo si guarda attorno scoprendo palesemente la nostra posizione, continua a persistere quando poi, a distanze irragionevoli, qualcun altro ci scopre.

Gli scontri a fuoco sono confusionari e con una fisica piuttosto deludente, non trasmettendo al giocatore quella sensazione di certezza quando si manda un colpo a segno; il feedback che si riceve è paragonabile a quello di sparare ad un manichino, senza tramutare in scontro l’azione che si vive.

Inoltre, purtroppo, i combattimenti si concludono spesso con singoli colpi mortali rivolti verso di noi, lasciando così un punto interrogativo sull’utilità di avere nell’inventario un kit medico che, di fatto, è praticamente inutile. Come se non bastasse il fuoco nemico non ha una direzione ben precisa, con attacchi alle spalle o laterali praticamente impercettibili, segno di una totale assenza della gestione degli scontri.

Le mappe sono degli ampi spazi aperti con texture e completezza ridotta al minimo: edifici, tende, silos completamente vuoti, senza la minima cura dei dettagli. Ambientazioni fuori dal comune che in parte regalano scenari nei quali districarsi piacevolmente ma che da soli non bastano a spingere il giocatore oltre certi limiti del proprio orizzonte.

In compenso il supporto da parte degli sviluppatori è veloce e costante, con aggiornamenti frequenti risolutivi di bug e per implementare l’armamento e lo scenario di gioco. Inventario nel limite del consentito con la possibilità di scegliere tra diverse armi e gadget: per l’armamento potrete valutare direttamente in-game quale accessorio è più adatto all’azione, innestando silenziatori e mirini olografici utili all’occorrenza.

Fuoco e Gadget

Durante gli scontri potrete avvalervi di diversi accessori quali l’ormai sorpassato binocolo o del più tecnologico e utile drone, alleato per eccellenza per rilevare nemici a debita distanza e in maniera furtiva.

La grafica è nella media ma a far storcere il naso sono principalmente i filtri adottati a video: sorvolando su un costante senso di effetto nebbia presente in tutte le mappe di gioco, risulta abbastanza sconfortevole notare come nelle sessioni notturne risulti più chiaro giocare senza il visore notturno che averlo indossato.

Ad oggi Black Day è un prodotto troppo spoglio per essere giudicato completo nel minimo consentito dalla critica e, soprattutto, dal divertimento. Il prezzo pienamente abbordabile non giustifica l’acquisto del gioco a fronte di ripetitività, pochi contenuti e shooter di basso livello.

Riporre fiducia in una riuscita piacevole del prodotto, a fronte di un supporto costante e di un attento riguardo alle esigenze della community, è impresa ardua. Un Early Access più riduttivo ma incentrato esclusivamente sulla qualità avrebbe giovato a tutti, sviluppatori, giocatori e critica.