Ni - L'impero lo consiglia solo ad alcuni!

Le conclusioni dell'impero (Recensione Breve)

MXGP Pro cerca di raggiungere, ad un anno dal suo predecessore, la maturità in virtù dei feedback ricevuti dall’utenza.

Cerca, ma non riesce, o quantomeno non a pieno. Una fisica migliorata e maggiormente realistica rende le gare più impegnative e divertenti (soprattutto per gli appassionati del motocross), ma il livello grafico del titolo Milestone scopre il fianco a critiche e lo rende appetibile solo ai veri appassionati di questo sport.

Recensione Integrale

Pieno di buone idee e spunti, MXGP Pro si perde un po’ in se stesso senza riuscire, come avrebbe dovuto, a fare il grande salto e distaccare di netto la concorrenza più di quanto già fatto. Il titolo diverte (soprattutto gli appassionati di questo sport) presentando le classiche scelte di modalità tra campionato/carriera, la singola gara, il time attack e il multiplayer, dove è possibile unirsi a una partita o crearne una impostandola come singola gara o stagione andando a determinare il numero di gare specifiche da affrontare e i parametri di fisica, collisioni, qualifiche etc…

Rispetto al suo predecessore MXGP Pro porta l’aggiornamento di roster, piloti, moto e piste all’ultima stagione e aggiunge la categoria MX2… Il minimo indispensabile, diciamo.

Interessante è, anche al fine di rendere il gioco più aperto alla fruibilità di svariate tipologie di giocatore, la possibilità di impostare lo stile di guida che prediligiamo. In questo modo, anche essendo dei neofiti, potremmo lanciarci in pista senza la necessità di schiantarci al primo dosso e migliorare, gradatamente, la nostra padronanza della moto in modo da arrivare poi ad affrontare con l’adeguata serenità e consapevolezza la sfida più difficile e, ovviamente, la più realistica che il titolo di Milestone ha da offrire. La modalità Carriera Extreme rappresenta, infatti, il gradino più alto in termini di difficoltà essendo soli con la vostra moto e non potendo disporre di nessuna tipologia di aiuto di guida che vi costringerà a passar più tempo tra il fango che in sella, qualora non arrivaste adeguatamente preparati a questo livello di sfida.

Se proprio poi doveste sbagliare e finire fuori pista o schiantarvi da qualche parte, potrete attendere il riposizionamento automatico in pista o affidarvi al fedele “rewind” che vi permetterà di “riavvolgere” la gara e correggere il tiro laddove riconosciate di aver sbagliato qualcosa, evitando così il danno. Il riposizionamento automatico sarebbe dovuto esser gestito meglio, in quanto il titolo ci costringe allo stesso (con una perdita di 3 secondi buoni) anche nel caso ci allontaniamo di pochissimo dalla pista, rendendo il tutto estremamente tedioso e rendendo il rewind fortemente consigliato.

Oltre alle dinamiche “di terra” saranno importanti anche quelle “di aria” nella parte relativa ai salti. Sarà importante conoscere la pista e capire come affrontarli al meglio in modo da evitare di finire fuori dal tracciato. Una manovra fondamentale legata a questo sarà quella dello scrub (che sarà una delle prime cose che vi verrà adeguatamente spiegata nel tutorial del gioco) che tramite l’adeguata inclinazione degli analogici vi permetterà di inclinare la moto in modo da ridurre il tempo trascorso lontano dal suolo quando necessario.

Con lo spazio del “compound” a disposizione in cui scorrazzare in sella alla vostra moto avrete comunque tutto il tempo necessario a prendere confidenza con le meccaniche di gioco e la sua fisica prima di lanciarvi in pista.

A livello tecnico il gioco non fa di certo urlare al miracolo, anzi. Il livello grafico dettato dall’Unreal Engine non è altissimo e lo si noterà soprattutto nelle sequenze introduttive extra gara con elementi che popupperanno all’improvviso a schermo. In gara il motore grafico svolge il suo sporco lavoro e alcuni dettagli saranno anche notevolmente apprezzabili, il che non fa che rendere doppiamente amaro notarne altri meno “felici” legati a outfit, moto e collisioni non migliorino di certo l’impatto grafico del titolo già di per sé non proprio splendido. L’audio è buono sia in termini di riproduzione del suono delle moto che delle musiche che ci accompagnano tra i menù.

A conti fatti MXGP Pro compie dei passi avanti rispetto al suo predecessore in termini di gameplay, meccaniche di gioco e fisica relativa al controllo della moto. Passi in avanti che però non sono altrettanto netti (anzi!) a livello tecnico, impedendo al titolo di far breccia nei cuori anche di chi non nutre una passione smodata per il motocross.

Sicuramente il miglior titolo del suo genere, ma si poteva fare meglio visti i passi falsi della concorrenza.

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