L’ultima fatica del Team Ninja, chiamata Nioh (ovvero Re Buono), ha sorpreso la critica videoludica. Il twist dato all’action RPG dal team di sviluppo è davvero eccezionale, coniando una nuova formula che sarebbe riduttivo definire Souls Like, come molti hanno fatto.Con ciò vogliamo premettere, a voi lettori, un approccio fatto a menta aperta e libera da comparti stagni che finiscono per minare la godibilità e l’essenza di un videogioco.

Per quanto effettivamente Nioh prenda diversi elementi da tanti altri titoli del passato, il cocktail che esce fuori dallo shaker di Team Ninja è tutt’altro che già visto, piuttosto è una fresca brezza in un panorama stagnante. Con questo “spirito” andiamo ad esplorare la recensione di Nioh, pronti a trarre le conclusioni dal nostro viaggio in Giappone.

L’inglese che cambiò l’oriente

La nostra storia inizia intorno al 1600, nel pieno della politica espansionista inglese. La regina Elisabetta I d’Inghilterra era impegnata nella difficoltosa guerra navale con la Spagna dell’epoca.  Divorata dalla disperazione e dall’ossessione di vincere a tutti i costi, si rivolse alle pratiche oscure ed al misticismo. A tal scopo, guidata dal losco Edward Kelley, assunse dei pirati al fine di ottenere l’Amrita: uno speciale minerale dai poteri sovrannaturali.

Tra questi corsari, spicca il nostro alter-ego: William. Imprigionato nella famosa torre di Londra, egli riesce a fuggire grazie al suo spirito guardiano: Saoirse, con lui fin dalla nascita. Purtroppo la sua fuga viene arrestata da Kelley, il quale cattura Saoirse per farsi condurre in Giappone in modo da ottenere la tanto agognata Amrita. William, sopravvissuto all’imboscata, lo inseguirà fino in oriente per riprendersi ciò che gli è stato rubato.

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Come è comprensibile da questo breve antefatto, il gioco utilizza una versione dark-fantasy del vero periodo storico trattato. Ci troveremo dunque a cavallo tra la famosissima battaglia contro l’Invincibile Armata e la fine dell’epoca Sengoku. Nel corso del gioco incontreremo molti dei personaggi importanti esistiti veramente come  Tokugawa Ieyasu, Hattori Hanzo e perfino Oda Nobunaga.

Ciò crea una base solida su cui viene appoggiato un mondo fatto di folklore giapponese e guerre tra fratelli. Al nostro arrivo sulle sponde orientali, infatti, vedremo che l’intero Giappone è invaso dai demoni o Yokai. Queste entità, nate proprio dalle numerose morti dell’epoca, saranno i nostri nemici principali per tutto il gioco e sostanzialmente derivano proprio dall’influenza dell’Amrita, oltre che ad avere un design ispirato alle più grandi leggende giapponesi, ma lo vedremo più avanti.

La trama principale di Nioh è piuttosto semplice nelle sue premesse, ma complessa nello svolgimento. Sebbene lo scenario di guerra sia caotico, il tutto viene reso egregiamente chiaro per il lettore, in modo che possa comprendere le varie dinamiche tra le fazioni. Naturalmente non mancheranno i numerosi colpi di scena, che principalmente faranno riferimento allo stesso William o ai suoi alleati più cari.

A tal proposito, c’è un eccellente lavoro di caratterizzazione dietro Nioh, ma più che incentrata sul carattere vede un focus sulla figura storica e sulle leggende. Grazie all’aiuto dei vari spiriti e degli elementi, Team Ninja ha voluto dirigere il suo cast verso la rappresentazione dei miti di un tempo, permettendo al giocatore di vivere un’esperienza immersa nel folklore nipponico con la partecipazione delle grandi personalità del Sengoku.

Questa immersione nella cultura nipponica viene simboleggiata da William, che (come il giocatore) rimarrà sempre uno straniero alla scoperta di un mondo nuovo, ameno. Un esempio di questa “separazione” è il fatto che effettivamente il doppiaggio è differenziato in base al luogo di provenienza: giapponese per i nipponici e inglese per William ed affini.

La trama principale è piuttosto longeva e si divide in molte regioni del Giappone, a cui accederete mano a mano che procederete nelle missioni principali. Oltre a queste, il gioco fornisce moltissime/trame secondarie che vanno ad esplorare luoghi, racconti e personaggi, creando uno spessore abbastanza importante.

A livello narrativo possiamo dunque concludere che Nioh soddisfa pienamente le aspettative, seppur abbia qualche difetto qui e lì come un’eccessiva lentezza in alcuni filoni o prolungate spiegazioni su elementi davvero poco rilevanti nel quadro complessivo della trama. Nel vivere le vicende di William vi ritroverete ad essere testimoni della corruzione e della salvezza di una terra inesplorata, più che alla biografia dell’alter-ego in cui ci caleremo.

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La via del samurai

Il gameplay è dunque la punta di diamante di questo videogioco. Come affermato nella prefazione, si tratta di un Action RPG dove il nostro personaggio si ritroverà ad esplorare le mappe delle varie missioni combattendo in tempo reale con i nemici che si pareranno davanti a lui.

Il combattimento in Nioh è fluido, spettacolare, accessibile e molto tecnico. Innanzitutto, avrete a disposizione un arsenale vastissimo di armi a disposizione. Dalle katane agli attrezzi ninja, dalla magia alle bombe, avrete questi e molti altri elementi per creare combinazioni infinite da scoprire in base alle vostre preferenze. In tal senso, tutti gli oggetti offensivi e difensivi sono bilanciati e ciò vi permetterà di utilizzare qualsiasi equipaggiamento senza preoccuparvi di cosa è più forte rispetto agli altri.

Indipendentemente dagli strumenti, i vostri attacchi potranno essere eseguiti partendo da tre “posizioni” che cambieranno i vostri pattern offensivi. Questo sistema di accorpa benissimo con il Ki, ovvero la barra che consumerete con ogni azione. Come se non bastasse, il gioco vi permetterà di recuperare il Ki rapidamente attraverso la pressione di un comando al momento giusto. Se sarete bravi in questa azione, riceverete diversi vantaggi tattici e statistici.

Come è comprensibile dai soli elementi basilari, il gameplay collaudato da Team Ninja è ampio e testato per lasciare che sia l’abilità del giocatore a farla da padrone. Gli elementi inseriti all’interno di questa formula sono anche molti altri: lo spirito guardiano, le aree Yokai, le diverse abilità, tutte meccaniche che andranno a creare un sistema di combattimento soddisfacente e divertente, in grado di essere una potente risorsa nelle mani dei più abili. Il campo più evidente dove poter testare la vostra bravura è nei duelli contro altri umani, in quanto useranno tecniche simili alle vostre. In Nioh non vi sentirete mai unici, ma solamente uno tra tanti eroi.

Il nostro personaggio potrà sbloccare diverse abilità ottenendo punti nelle aree: Samurai, Ninjutsu e Onmyo. La prima è dedicata all’utilizzo delle armi da mischia, la seconda agli strumenti utilizzabili e la terza alle varie magie/protezioni. La personalizzazione però va oltre questo, in quanto l’equipaggiamento non sarà fisso, ma randomico in un sistema simile a quello di Diablo, compreso di rarità e percentuali.

Per molti questo potrà risultare frustrante, in quanto ad un certo punto sarà necessario fare un po’ di grinding per ottenere i parametri che si desiderano, ma in linea di massima la diversità di questo approccio aumenta la varietà del gioco, costringendo il giocatore a dedicare un po’ di attenzione anche alla preparazione. Tale risvolto strategico è evidente anche nell’estrema utilità degli oggetti e delle armi a distanza, con le quali è possibile ottenere enormi vantaggi in battaglia, sfruttando debolezze e resistenze. Sia a livello estetico che a livello tecnico, il nostro William diventerà uno specchio del nostro stile di gioco, differente dagli altri giocatori in tutti i suoi aspetti. Naturalmente ciò comprende anche l’assegnazione delle statistiche, una cosa presente anche in questo titolo.

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Il gioco è molto difficile. Realizzato appositamente per chi è in cerca di una sfida, Nioh presenta un mondo brutale ricco di pericoli. Sebbene le minacce siano molteplici, quelle più ostiche arrivano proprio dalle Boss Fight, che forse possono risultare il triplo più punitive di qualsiasi boss di Dark Souls inteso come franchise.

I nemici regolari saranno davvero tanti ed ognuno di essi avrà attacchi unici e quantomai letali, il che è segno evidente della cura messa nel creare dei design originali e differenti per tutti i demoni del gioco. Orchi, Tengu, Kappa e quante altre creature delle leggende vi si pareranno davanti, minacciosi come se fossero dei veri e proprio boss di livello.

Nonostante l’enorme mole di pericoli all’interno del titolo, trappole incluse, la difficoltà di Nioh non è di quelle “disoneste” ma piuttosto pone dei muri in grado di essere superati grazie alla propria abilità nel gioco, creando un meccanismo che vi permetterà di raggiungere un risultato attraverso l’impegno ed il tentativo. “Conosci il tuo nemico” è una massima che si applica benissimo al capolavoro di Team Ninja, portandovi a considerare la morte come un’utile soluzione per capire cosa vi aspetta prima di sprecare risorse.

Naturalmente ci sono diversi modi per avvantaggiarsi: utilizzare il Fabbro, affrontare le missioni secondarie importanti, esplorare le mappe e via dicendo. La sensazione che fornisce Nioh è quindi di una difficoltà piuttosto punitiva ma non sleale in quanto tutti gli strumenti per superarla sono letteralmente ad un palmo di distanza. Con i suoi molti elementi, il gameplay risulta dunque divertente, impegnativo, complesso e soddisfacente quanto basta. Aperto alla personalizzazione e sempre pronto a testarvi, il mondo di Nioh è l’apoteosi del vero action RPG in senso crudo e puro.

Quadri dal Giappone

Venendo al comparto tecnico, c’è da lodare l’approccio del team di sviluppo. All’interno del gioco è infatti possibile scegliere se giocare a 60FPS ma rinunciare ad un po’ di grafica, oppure avere la grafica al “top” ma andare a 30FPS. Questa scelta è significativa in un panorama dove, anche su console, gli FPS continuano sempre di più ad avere un impatto maggiore. Naturalmente su PlayStation Pro le performance e la qualità sono al massimo in entrambi i casi, ma questo è un ottimo tentativo di far sentire considerati anche quelli che hanno una PlayStation Standard, a differenza di come ha fatto per esempio The Last Guardian.

Parlando della grafica in senso stretto, notiamo un engine che fa il suo dovere, regalando dei bellissimi scorci mano a mano che si prosegue nelle terre orientali e si abbandonano le ambientazioni scure delle prime ore di gioco. La direzione artistica, soprattutto nel design di personaggi e mostri, è impressionante. La fusione tra idee originali e leggende classiche è piuttosto evidente, infatti per chi conosce un minimo il folklore nipponico sarà un viaggio tra le varie entità descritte nelle illustrazioni più famose.

Naturalmente questa tecnica non è riservata solo ai personaggi, ma anche alle ambientazioni e agli elementi caratteristici dello shintoismo. Una menzione speciale va sicuramente al design degli spiriti guardiani e agli effetti particellari, entrambi superiori alla media del gioco. Il motore grafico è naturalmente tarato per fornire un’esperienza fluida e dinamica, perciò la qualità visiva non è sicuramente il top del top, ma rimane ottima e molto bella da osservare.

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Il comparto audio è ad un buon livello, con la maggior parte della composizione a tema orientale. La vera chicca risiede però nel doppiaggio, il quale è misto e basato sulle origini dei personaggi. Ciò rende il gioco molto più realistico, oltre che ad essere spassosissimo vedere come uno cerchi di parlare la lingua dell’altro con scarsi risultati. Oltre questa caratteristica, il livello dei doppiatori è eccellente e riescono benissimo a risaltare il carattere dei personaggi e l’atmosfera di alcune scene, specialmente quelle drammatiche. Nel gioco inoltre sarà possibile trovare voci del passato che daranno informazioni su vicende e luoghi altrimenti sconosciute, il che aggiunge un motivo in più per dedicarsi all’esplorazione delle mappe.

I menu sono ben organizzati e l’HUD per niente invasiva, anche se forse i meccanismi di cambio rapido possono creare interferenze con i comandi del combattimento. Tuttavia risulta evidente che tale problematica è resa necessaria dalla limitazione che può dare un controller.

Il difetto dominante nei menu invece è un decisamente lento caricamento nei santuari e nelle varie gestioni delle proprie risorse/inventario. Per quest’ultimi soprattutto si sarebbero dovuti inserire i comandi in grado di paragonare pezzi di equipaggiamento dal negoziante, comandi che permettessero il paragone con gli oggetti a terra, un modo per raggiungere il deposito dal santuario ed altri piccoli accorgimenti che risultano lampanti quando si vuole dare importanza alla gestione delle proprie risorse.

Infine, Nioh presenta anche una componente multiplayer. Da un lato abbiamo la modalità dove i giocatori possono collaborare per superare determinate missioni/livelli. Dall’altro invece abbiamo la possibilità di evocare i personaggi dei giocatori morti per sfidarli. In quest’ultimo caso sarà l’IA a controllare l’avversario e dunque non è un PVP. Lottare contro i “fantasmi” ci permetterà di acquisire gloria (punteggi che ci danno bonus prestigio) ed equipaggiamento. Non mancheranno inoltre vari trofei e collezionabili da ottenere, quest’ultimi sotto forma di spiritelli in grado di fornire generosi buff alle percentuali.

Conclusione e commento dell’autore

Nioh di Team Ninja è uno dei migliori action RPG presenti su PlayStation 4. La trama del gioco, che segue le vicende di William nella sua missione in Giappone, è interessante e ben narrata tra realtà storica e folklore locale. I personaggi, forti del loro background derivante dai diversi miti, sono ben caratterizzati ed originali, fondendo le creatività del team di sviluppo con le leggende classiche.

La longevità della missione principale, accorpata alle molte quest secondarie significative, è piuttosto elevata e fornisce al giocatore moltissime ore di gioco nonostante il forte dinamismo del titolo. La vera qualità di Nioh risiede tuttavia nel gameplay, che risulta divertente, vario, complesso ed incentrato sull’abilità del giocatore. Sebbene la difficoltà sia elevata, ogni ostacolo nel gioco potrà essere superato attraverso la propria bravura ed il saggio utilizzo degli strumenti a nostra disposizione.

Il tutto è ovviamente raccolto da una stupenda ambientazione retta da un motore grafico che assicura fluidità e qualità estetica, grazie alla direzione generale nel ricreare gli ambienti mistici della tradizione shintoista. Sebbene ci sia effettivamente qualche difetto, Nioh risulta un titolo eccellente che appassiona sia per le dinamiche del combattimento che per l’ottima narrazione ricca di personaggi interessanti in uno scenario di guerra.

Personalmente Nioh è stato decisamente brutale nelle prime ore di gioco. Gli ambienti cupi, il continuo morire e ripercorrere la strada fatta già altre mille volte è stato frustrante. Però capivo che tutto non era dovuto a qualche nemico eccessivamente forte, no. Piuttosto la colpa ricadeva sulla mia disattenzione o sulla poca dimestichezza con il gioco. Andando avanti, Nioh migliora sotto ogni aspetto di regione in regione, regalando scontri impegnativi e scorci dall’ottima qualità. Un must-have per gli amanti del genere.

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