Andate in fumetteria, prendete il vostro albo preferito, mentre lo leggete vi sentite talmente coinvolti da volerne diventare i protagonisti e prendere parte alle epiche battaglie contro i suoi strabilianti personaggi. One Piece: Burning Blood, il picchiaduro nato tra le mani di Spike Chunsoft e pubblicato da Bandai, si prefissa l’obbiettivo di catapultare il giocatore all’interno del manga di Eiichirō Oda, ma sarà riuscito questo Burning Blood nel suo intento?

NIENTE MUSOU

One Piece: Burning Blood si dissocia dalla lunga serie di episodi musou usciti fino ad oggi, scordatevi quindi enormi battaglie contro orde di NPC e Boss, in questo gioco le battaglie saranno degli scontri in pieno stile picchiaduro con qualche elemento che strizza l’occhio alla serie Naruto: Ultimate Ninja Storm. Gli scontri saranno dei duelli 1 contro 1 e qualche volta potremmo avere dalla nostra parte anche qualche alleato, si arriverà ad avere un massimo di scontri 3 contro 3 e sarà possibile usufruire di personaggi di supporto, il loro ruolo sarà quello di aumentare la nostra potenza in determinate situazioni o di non subire forti malus dalle mosse avversarie.

Durante le partite abbiamo apprezzato il lavoro svolto nel portare un’esperienza differente rispetto agli altri giochi ambientati nel mondo di One Piece, il poter affrontare i nemici di Rubber usando le sue iconiche mosse come la mitragliatrice gum gum è davvero divertente e soddisfacente.

CONTINUA A COLPIRE

Uno degli aspetti maggiormente appreazzabili di questo One Piece: Burning Blood è il numero di personaggi sbloccabili, parliamo di ben oltre 40 personaggi ognuno con le sue peculiarità e tecniche. Poter utilizzare il gear second di Rubber ed il gear fourth è davvero divertente, ma anche altri personaggi come Barbabianca, Mihawke e persino Chopper risultano ben caratterizzati con le loro tecniche, ma come la maggior parte delle volte ogni medaglia ha due facce e quelle di One Piece: Burning Blood si mostrano fin da subito.

Iniziamo col parlare del sistema di combattimento, se i personaggi sono creati con certosina precisione per le loro caratteristiche non lo si può dire dei combattimenti. Per un gioco che cerca di farsi spazio tra i picchiaduro d’azione votati alla spettacolarità come lo è Naruto, One Piece purtroppo deve ancora trovare la sua strada.

I combattimenti a primo impatto risultano abbastanza stimolanti e le mosse dei personaggi aiutano nel far divertire il giocatore, ma il vero problema sta proprio nelle tecniche dei guerrieri. Più volte ci ritroveremo a subire costantemente la stessa medesima mossa da parte del nostro avversario, una volta che veniamo colpiti e sbalzati a terra o in aria, il nostro nemico avrà tutto il tempo a sua disposizione per concatenare la stessa mossa e colpirci nuovamente senza poter fare nulla per evitarlo. Mentre alcuni avversari utilizzeranno lo spam della stessa combo, altri, sopratutto nella modalità principale, sono resi ridicolmente forti, tanto da eliminarci con davvero pochissimi colpi. Questo non significa che il sistema di combattimento di One Piece: Burning Blood sia completamente campato per aria, ma che poteva certamente essere equilibrato molto meglio, sopratutto su alcuni personaggi (un esempio sono Mihawk o Kizaru).

Tralasciando i problemi con i combattimenti, il tutto risulta abbastanza piacevole e sopratutto molto spettacolare, le tecniche finali ed i vari poteri utilizzabili richiamabili con i pulsanti L1/Lb e R1/Rb tengono costantemente accesa l’attenzione del giocatore. Rimane comunque da chiedersi perché una calibrazione migliore dei vari personaggi  non sia stata fatta.

OLTRE L’ANIME

Il gioco ci porta a vivere le vicende che seguono lo scontro a Marineford con la liberazione di Portuguese D. Ace, appena preso in mano il pad ed iniziato il gioco la prima sensazione è quella di osservare un’opera oltre l’anime, la grafica cel-shading usata in One Piece: Burning Blood è assolutamente ottima, rientrando tra le migliori viste fino ad ora, il doppiaggio giapponese e la caratterizzazione dei personaggi realizzata con maestria fa quasi rimpiangere  che il gioco non sia una puntata dell’anime.

Proseguendo a parlare del comparto grafico, anche gli ambienti godono di una buona realizzazione. Per quanto riguarda l’area effettiva delle battaglie, invece, le arene saranno abbastanza spoglie e con pochi elementi. Gli oggetti di sfondo come navi o palazzi avranno un minimo di interazione, ma sarà strettamente legata ai k.o. e alle mosse che sbalzano lontano i nostri nemici o nel peggiore dei casi il nostro eroe.

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MOLTE COSE DA FARE

One Piece Burning Blood offre molte modalità di gioco, la principale, ovvero Guerra Suprema, ci catapulta all’interno della saga di Marineford per salvare Ace dalla Marina che lo vuole giustiziare. Gli scontri saranno divisi in episodi e ognuno avrà il suo protagonista che vivrà le vicende dal proprio punto di vista. In Raccolta potremmo visionare i filmati di gioco sbloccati proseguendo con la storia ed i nostri replay, è presente anche una sezione chiamata Record/Termini che cataloga vari dati dei nostri progressi.

Ovviamente non può mancare la modalità Online con i suoi match classificati e non, le battaglie che andremo ad affrontare saranno principalmente degli scontri 3 contro 3, ma nulla vi vieta di essere caparbi e di buttarvi nella mischia con un solo personaggio.

Le altre modalità presenti sono Base pirata, Bandiera pirata e Vs ricercato,  la prima è una sezione dedicata allo sblocco dei personaggi del gioco tramite la spesa di Berry, la seconda, ovvero Bandiera pirata, chiede al giocatore per quale esercito voglia schierarsi (Ciurma di cappello di paglia, Esercito rivoluzionario o Marina), dopo aver scelto dove schierarsi bisognerà affrontare varie sfide per poter ottenere sempre più territorio per il proprio schieramento, in ultimo con Vs ricercato dovremmo affrontare gruppi o singoli personaggi per ottenere grosse ricompense, dovrete anche scegliere bene contro quali personaggi combattere dato che alcuni scontri saranno davvero difficili, ma allo stesso tempo se ne uscirete vittoriosi otterrete dei premi davvero notevoli, ma attenzione, alcune taglie saranno disponibili per un tempo limitato.

Per chi non riuscisse a prendere la mano con il gioco c’è sempre la modalità Battaglia libera, al suo interno potete gestire vari parametri come la difficoltà o la quantità di vita e livello delle barre dedicate alle mosse speciali.

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PARERI E CONSIDERAZIONI FINALI

One Piece: Burning Blood è un cambio di rotta per la serie, con l’introduzione dei combattimenti in stile picchiaduro ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione visto il gran numero di giochi a stampo musou usciti per questa serie.

Nonostante si vedano le buone intenzioni messe all’interno di questo titolo, vi sono degli elementi che ne minano l’esperienza, combattimenti inutilmente difficili e la possibilità di poter vincere anche solo riutilizzando la stessa mossa tolgono profondità ad un gameplay che poteva certamente diventare molto spettacolare, il problema si ripercuote anche sull’online dove i nostri avversari cercheranno giustamente di sfruttare questo elemento per poter avere la meglio su di noi.

Andando a vedere invece la modalità principale, se non siete dei fan di One Piece vi ritroverete facilmente spaesati dalle vicende che vengono narrate  all’interno del gioco, vista la mancanza di un resoconto degli “episodi” precedenti alla battaglia di Marineford.

Una lode va spesa per il gran numero di personaggi sbloccabili, con 42 lottatori e 60 di supporto il gioco offre davvero un’ampia scelta per i giocatori, così che si possa scegliere i loro combattenti preferiti per vederli lottare usando le loro mosse caratteristiche ed i poteri offerti dal frutto del diavolo. Lo stile grafico come detto in precedenza aiuta fortemente ad immedesimarsi con quello che succede su schermo, andando quasi oltre l’esperienza dell’anime.

One Piece: Burning Blood non è il picchiaduro perfetto, ma neanche un gioco non riuscito. Se seguite la saga di Cappello di paglia e compagni il titolo è caldamente consigliato, se invece fate parte della cerchia di chi non ha la minima idea di cosa sia la Going Merry o la Thousand Sunny e di chi sia Gol D. Roger allora potrete farne anche a meno.

Sono sicuro che da questa prima esperienza nel mondo dei picchiaduro per One Piece, probabilmente con un prossimo episodio o anche con un aggiornamento, il titolo confezionato da Spike Chunsoft e pubblicato da Bandai non potrà che migliorare.

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