PES 2018 è un videogioco di calcio, sviluppato da Konami e facente parte della celebre serie di PES, distribuito sul mercato il 14 Settembre 2017 per PlayStation 4, Xbox One e PC.

Con la nuova stagione calcistica ormai iniziata, è arrivato il momento di scendere in campo e scoprire tutte le novità di questa nuova edizione. Dopo aver provato la versione PC del titolo, siamo pronti a darvi un giudizio completo, analizzando nel dettaglio il gameplay, le varie componenti Online e Offline, e le migliorie apportate da papà Konami.

Realismo è la parola chiave

Cosa cercare di riprodurre in un simulatore di calcio? La risposta esatta è il realismo, ed in questo capitolo della serie si sfiora quasi la perfezione da questo punto di vista. Le partite tendono ad avere una propria narrazione, dettata dallo stile del team e dall’adattabilità dei suoi giocatori all’interno della squadra.

A differenza del capitolo precedente inoltre, PES 2018 riesce ad applicare la varietà di gioco non solo ai singoli giocatori, ma anche ad i singoli campionati. L’approccio tattico della squadra alla partita, passando dal Barcellona all’Inter, dal Campionato Spagnolo a quello Italiano, è netto, passando da un calcio più più fisico e diretto ad uno più veloce e funambolico.

Anche il ritmo della partita cambia, in base allo svolgimento della gara. Facciamo un esempio: in caso di risultato favorevole a pochi minuti dal termine, soprattutto per poter mantenere il vantaggio, gli avversari rallenteranno drasticamente la manovra per limitare al minimo i contropiede da parte nostra. Il realismo ne giova sicuramente, un po’ meno i nostri nervi nel non riuscire a sfondare la difesa avversaria.

Parlando di fisico e fisicità, la sfera di gioco finalmente reagisce correttamente quando colpisce una qualsiasi parte del corpo, caratteristica che migliora non solo la precisione del gioco, ma rende anche più caotiche e realistiche le situazioni dei rimpalli. Anche i contrasti fisici sono molto migliorati, con i giocatori in possesso palla ben posizionati con il corpo. Attaccanti massicci come Lukaku potranno sfruttare la loro superiorità fisica per avere la meglio sugli avversari, scalzandoli dalla loro posizione e vincendo i contrasti.

E anche molto più facile cambiare il controllo dei difensori quando la palla è in aria, permettendo una buona protezione sulle palle lunghe, limitando di molto la pericolosità dei passaggi filtranti lunghi da centrocampo.

Dopo aver introdotto il Real Touch Control, quest’anno l’evoluzione si chiama Real Touch+. Ma nel dettaglio questo cambiamento cosa comporta? Semplice, dite addio alle cavalcate solitarie in porta, con uomini saltati come birilli da un singolo calciatore a suon di dribling da circo. Certo, potrete sempre provare vari giochetti palla al piede, ma sentirete subito di essere poco efficaci.

Modalità di gioco classiche

Se dal punto di vista del realismo sul campo, si possono trovare pochi difetti a questo titolo, i problemi arrivano quando si esce fuori dalla partita, e si entra nei menù di gioco. PES 2018 si presenta con delle modalità decisamente classiche, con le due modalità Master League e Diventa un Mito a farla ancora da padroni.

La prima abbiamo ormai imparato a conoscerla negli anni come la principale modalità carriera della produzione, ed in questa edizione non ha subito grossi cambiamenti, fatta eccezzione per la modalità “Challenge” che rende più difficile la firma dei giocatori per il tuo team.

Per quanto riguarda la modalità Diventa un Mito, anche qui ci sono novità davvero marginali. Il tentativo di Konami è stato quello di ricreare una modalità di storia cinematografica come The Journey, ma non riuscendo appieno nell’intento.

Rimane infine la modalità sicuramente più giocata, il MyClub. Qui c’è una piacevole novità, l’introduzione di nuove leggende che porteranno tanti giocatori ad una caccia serrata per aggiudicarsi le prestazioni di questi campioni. Da quest’anno debutta inoltre la possibilità di giocare in cooperativa con un amico, mescolando le due formazioni.

Nonostante questa modalità garantisca un’ottima longevità ed un buon coinvolgimento, rimane una scarsa imitazione del Team Ultimate di FIFA.

Parlando invece dei vari menù di gioco, Konami ha cercato di rendere il tutto più immediato ed intuitivo. Un esempio? La possibilità di ottenere una valutazione istantanea del valore di un giocatore impegnato in un ruolo diverso dal suo. Una volta selezionato il giocatore, e la posizione in campo, apparirà subito il valore di tutte le riserve in quel ruolo, rendendo più semplice la scelta.

Licenze, il tallone d’achille

Ci siamo, come ogni anno ritorna il problema delle licenze delle squadre e dei campionati. Certo, l’introduzione di alcune licenze esclusive, tra cui Barcellona e Inter, e le licenze della Libertadores sudamericana e della Champions League asiatica, sono da apprezzare, ma nel complesso la situazione rispetto al capitolo precedente sembra ulteriormente peggiorata.

Nonostante la licenza in esclusiva dell’Europa League e della Champions League, vedere il Real Madrid chiamato MD White o la Juve chiamata PM Black White, con maglie e stadi non ufficiali, rovina di molto il fascino della competizione.

Fortunatamente, almeno per la versione PC e PlayStation 4 del titolo, c’è una soluzione. In PES 2018 avremo la possibilità di importare File Opzioni personalizzati all’interno del gioco. Grazie a questa possibilità, è possibile risolvere la quasi totalità dei problemi.

Le funzionalità online funzionano abbastanza bene. L’infrastruttura non sembra soffrire di grossi problemi, questo grazie anche al lavoro svolto durante la beta pubblica di agosto. L’unica pecca è il sistema di matchmaking, ancora piuttosto macchinoso e lento.

Grafica Spettacolare

Se dal punto di vista delle licenze perdiamo molto, sui dettagli e le somiglienze dei calciatori, la sfida con FIFA 18 è stravinta. Confrontando le squadre di medio/piccolo livello possiamo vedere come Konami guadagni punti sulla concorrenza, proponendo un livello di dettaglio e una verosimiglianza decisamente superiori. Il tutto merito dell’ evoluzione del Fox Engine e della nuova tecnologia Real Capture.

Menù ancora datati ma  accettabili e caricamenti nella norma ma che potrebbero essere ottimizzati meglio. Una nota di demerito va alla solita e ripetitiva telecronaca del duo Caressa-Marchegiani, con frasi vecchie e spesso senza nessun riferimento all’azione in corso.

 

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