Quantum Break è un titolo che si è fatto attendere, desiderare e anche a tratti dimenticare dato che dal suo annuncio al rilascio sono passati tanti, troppi anni. Prima di entrare in quanto ha da offrire questo nuovo gioco disponibile anche per PC è d’obbligo ricordarsi chi è e chi sono stati i finlandesi di Remedy Entertainment.remedy

Basterebbe dire Max Payne per capire come questo team di sviluppa abbia segnato la storia videoludica e non solo, dato che perfino il cinema ha in un qual modo preso spunto dai lavori dei ragazzi di Remedy. Passando successivamente per Alan Wake siamo quindi giunti al 2016 e a Quantum Break che, a proposito di cinema, punta alla perfetta commistione di azione e narrativa, capace tanto di raccontare avvincenti storie quanto di intrattenere i giocatori con un gameplay di alto livello. Per una corretta visione suggeriamo un posto prima fila in un cinema iMax, popcorn, una bella e grossa bevanda ed ovviamente il pad. Ciak si gira!

Trama

La trama di gioco, come molti video hanno mostrato prima del lancio, verte sul destino incrociato di Jack Joyce e Paul Serene. Il tempo è il denominatore comune per questi due personaggi non solo perché questo sta per terminare ma perché ne potranno controllare gli effetti, modificare eventi e muoversi nel così detto “spazio-tempo”.

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Quantum Break inizia con il protagonista Jack Joyce seduto ad un tavolo ed interrogato da una donna. Jack appare scosso, turbato, mentre spiega che il tempo si è disgregato a causa di una frattura che porterà alla fine del tempo. Dopo una serie frasi senza un senso logico da parte del protagonista la donna gli chiede di fermarsi e di partire con calma dal principio.
Inizia così il racconto di Jack che, durante tutta la storia di Quantum Break, commenta e spiega fuori campo gli eventi dialogando con questa sua misteriosa interlocutrice.

Joyce viene chiamato all’università di Riverport dal suo amico d’infanzia Paul Serene perché vuole mostrargli i risultati di un progetto al quale ha lavorato insieme al fratello di Jack, William Joyce. Verremo quindi catapultati nei panni di Joy all’esterno dell’università prendendone per la prima volta il controllo cominciando a familiarizzare con i comandi in terza persona. Senza anticiparvi troppo sugli avvenimenti è consigliato girare un po’ nel campus per leggere volantini e manifesti, non tanto per prendere dimestichezza con i comandi, ma immedesimarci al meglio nel protagonista ed entrare nel racconto.

Il gioco inizia dopo una camminata con Paul all’interno della struttura del laboratorio di fisica fino ad arrivare alla macchina del tempo costruita sui teoremi di William, il quale anni addietro ha ipotizzato l’esistenza delle particelle di Chronon utilizzabili per manipolare il flusso del tempo. Inutile dire che qualcosa andrà storto durante l’esperimento di Paul e Joyce ma starà a voi scoprirne il motivo e vivere l’inizio di una spettacolare avventura.

Il gioco è strutturato in cinque Atti, ognuno dei quali è diviso in più parti nelle quali ci alterniamo tra esplorazione, combattimenti, e cut-scene. Il progresso è lineare anche se gli ambienti più grandi hanno diverse aree esplorabili alla ricerca di segreti, informazioni e gli immancabili collezionabili. Alla fine di ogni Atto c’è una breve sequenza chiamata “Punto di Svolta” che ci vede nei panni dell’antagonista, Paul Serene, mentre affronta dal suo punto di vista le conseguenze delle azioni di Jack dovendo ogni volta scegliere tra due diverse vie d’azione. La scelta fatta cambierà poi molti dei documenti, registrazioni e altri elementi degli atti successivi. Ovviamente le nostre scelte andranno a cambiare anche diverse scene della Serie TV.

Gameplay

Quantum Break è di fatto il più classico sparatutto in terza persona con sistema di copertura automatica. Basterà infatti avvicinarci ad uno dei tanti ripari presenti nelle varie mappe di gioco e il nostro protagonista si acquatterà dietro di esso. Una volta in copertura basta premere il grilletto sinistro per sporgere dal bordo più vicino e prendere la mira per sparare. A livello di arsenale inizialmente avremo una normale pistola a munizioni infinite ma dai danni estremamente limitati ma, sia dai nemici abbattuti che nei vari ambienti, potremo poi raccogliere fucili d’assalto, mitra e fucili a pompa le cui munizioni vanno però frequentemente rimpolpate per non trovarsi senza durante le intense sparatorie. Dopo le prime sessioni di gioco capiremo subito che la varietà di armi non è altissima e mancheranno anche le più comuni granate (cosa che invece i nostri nemici avranno).

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Il gameplay spinge l’utente fin da subito ad utilizzare i vari poteri che Jack ha ricevuto dalla frattura del tempo. Il primo potere che scopriremo sarà quello di poter bloccare per pochi secondi i nemici in delle bolle temporali che, se colpite con i proiettili, esplodono travolgendo chi vi è all’interno. Successivamente riusciremo a creare bolle simili ma attorno a noi in modo da avere uno scudo in grado sia di bloccare i proiettili che di scaraventare via, con un effetto al rallentatore, eventuali nemici vicini.

Se l’assenza di una vera schivata può far storcere il naso (ebbene sì, non potremo evitare un attacco nemico rotolando in una direzione) la “schivata temporale” sarà una delle più belle gioie per i nostri occhi. Prendendo la mira subito dopo tali scatti potremo bersagliare i nemici in una modalità rallentata (alla Max Payne per intenderci) che dura per pochi istanti. Nel corso della storia il nostro eroe riuscirà a migliorare la padronanza del tempo e delle abilità appena citate come la possibilità di effettuare delle velocissime corse che possono terminare con potenti attacchi in corpo a corpo o la capacità di concentrare i poteri in un punto preciso, anche lontano, per causare un’esplosione capace di mettere fuori combattimento i nemici. Importantissima la “visione temporale”, che ci permetterà solo da fermi di localizzare i nemici attraverso le pareti o, nelle fasi esplorative, per individuare oggetti interattivi e collezionabili.

Tutti i poteri di cui Jack è dotato hanno un tempo di ricarica più o meno lungo a seconda della loro potenza, e vanno quindi utilizzati con parsimonia cercando di tenere sotto controllo nelle icone a destra i tempi di ricarica, certo non facile come impresa dato che raramente nei combattimenti avrete tempo per fermarvi e guardare il panorama. I comandi sono semplici e ben organizzati sul pad, basteranno pochi minuti per prendere confidenza con essi anche grazie all’apprendimento graduale dei poteri.

Il risultato di questo mix tra poteri e bocche da fuoco è una frenesia al combattimento che appaga profondamente il giocatore in continue esplosioni di bolle temporari, proiettili e persone bloccate a mezz’aria come nei più pazzi dipinti di Dalì.

Muoversi da un riparo all’altro sarà essenziale dato che i nemici non se ne stanno infatti fermi a bersagliare la nostra copertura ma cercheranno sempre di stanarci sia cercando di raggiungerci prendendoci ai fianchi, sia lanciando granate che ci costringeranno spesso a cambiare posizione.

Ovviamente nei livelli più avanzati dovremo affrontare dei nemici dotati di particolari dispositivi che li rendono immuni sia alle stasi temporali che ai nostri poteri o, peggio, quelli che utilizzeranno dei “soppressori di Chronon” capaci di disattivare i nostri poteri quando entriamo nel loro raggio d’azione. Tutto questo rende i combattimenti estremamente dinamici ma anche spettacolari.

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Ad alternare le scene di combattimento avremo più o meno lunghe sezioni di esplorazione degli ambienti che arricchiranno anche di elementi puzzle l’avanzamento del protagonista. Jack dovrà infatti riavvolgere il tempo e “disfare” determinati avvenimenti, come il crollo di un muro o un ponteggio, per poter superare determinate sezioni. Questo meccanismo trova il suo culmine in un paio di sezioni particolarmente spettacolari nelle quali dobbiamo attraversare aree completamente devastate dalla frattura. Raramente ci siamo trovati davanti a scene così belle e ricche di dettaglio in un videogioco nonostante non siano complesse da affrontare e il più delle volte di semplice risoluzione.

Tra i collezionabili presenti negli ambienti sono poi presenti anche le “Fonti di Chronon”, dei particolari nodi energetici spesso ben nascosti che, una volta “assorbiti”, ci forniscono punti di potenziamento con i quali migliorare i nostri poteri. Trovandole possiamo quindi ridurre il tempo di ricarica dei poteri oppure aumentarne la potenza o il raggio d’azione. Insomma un interessante, ma non complesso, sistema di crescita del personaggio che non cambia di tanto il gameplay me ne accompagna lo svolgere degli avvenimenti. Sicuramente un sistema di potenziamento più complesso e articolato avrebbe giovato al gioco.

Il gameplay di base quindi non è nulla di nuovo, ma quello che rende il tutto estremamente coinvolgente è la grande dinamicità data dall’uso dei poteri alternato alle armi ed agli spostamenti continui, che rende ogni sparatoria una vera danza contro e con il tempo.

Il gioco ci propone tre diversi livelli di difficoltà: Facile, Normale e Difficile, ed è bene sottolineare come a Normale risulti in realtà piuttosto facile: se cercate un minimo di sfida è consigliato giocare a livello Difficile. Una volta terminata la prima “Run”, avrete voglia di seguire un altro percorso delle scelte fatte cosa caldamente consigliata anche per trovare tutti i collezionabili cosa possibile anche giocando il singolo capitolo senza dover per forza rigiocare tutto Quantum Break.

La Serie TV

Parte integrante della storia è la serie TV che segue un sistema molto semplice: alla fine di ogni Atto, e subito dopo il relativo Punto di Svolta, parte un filmato di circa 25 minuti durante il quale potete tranquillamente posare il controller e godervi lo “show”. Non si tratta di una vera e propria Serie TV visibile separatamente dal gioco: va fruita insieme al gioco stesso ed è altamente sconsigliato saltarla dato che tratterà parte delle vicende narrate.

E queste sequenze dal vivo vengono modificate in base alle scelte fatte nei Punti di Svolta e diverse scene del filmato successivo seguono appunto la decisione presa. Questi filmati possono inoltre cambiare in piccoli dettagli anche in base a determinate interazioni avute nel corso dell’esplorazione. Piccoli dettagli che fanno capire la profondità del gioco e del lavoro che c’è stato dietro Quantum Break.

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La recitazione è di ottima qualità come il comparto tecnico che non ha nulla da invidiare alle serie TV moderne. Solo in rari casi si vede una qualità non eccelsa ma in generale colpisce positivamente. Gli episodi dal vivo sono riprodotti in streaming dai server Microsoft: per vederli è quindi necessaria una connessione internet anche se c’è la possibilità di scaricarli tramite un apposito menu con un pacchetto bello corposo di 75 GB da immagazzinare sul vostro hard disk.

Engine e tecnica

Quantum Break è senza dubbio uno dei giochi visivamente più spettacolari visti durante questa generazione. Sia a livello artistico che di regia, il gioco segna nuovi standard sulle possibilità infinite con l’intreccio cinema-videogioco.

quantum-break-punch.0La recitazione dei personaggi così come il loro realismo visivo durante le cut-scene è di altissimo livello, la resa dei materiali è ottima e anche le texture risultano definite ed estremamente nitide. Incredibile la spettacolarità delle scene d’azione, con effetti speciali di tutti i tipi che riempiono la scena con elementi rallentati, deformazioni dinamiche, oggetti che si spaccano o schizzano da tutte le parti seguendo una fisica realistica su un elemento complesso e tuttora sconosciuto come lo spazio-tempo. I bellissimi effetti di luce sono una vera opera d’arte e ci accompagneranno per tutta la durata del gioco.

Quantum Break, nonostante possiamo azzardare l’idea del gioco visivamente più bello su Xbox One, non è privo di “difetti”, anche se in gran parte non si tratta di bug quanto del risultato delle tecniche di ottimizzazione usate dagli sviluppatori. Il più evidente è sicuramente l’effetto di pop-in delle texture che fa sì che talvolta alcune di esse compaiano in versione a bassa definizione e pixellosa prima di essere sostituite con le loro versioni più definite. Raro ma comunque fastidioso. Meno invadente invece il leggero tearing che avviene durante alcune cut-scene, che a volte si bloccano anche in micro-scatti che avrebbero potuti essere evitati. Presenti alcuni “effetti scia” su alcune animazioni, ma possiamo chiudere un occhio data la complessità delle scene di combattimento in cui le “scie” saranno parecchie.

Ottima implementazione del sonoro con campionature di buona fattura e un doppiaggio in italiano decisamente sopra tutte le nostre aspettative anche e soprattutto la serie TV che consigliamo comunque di vedere anche in lingua originale. La trama è sicuramente l’aspetto più riuscito del gioco e anche questo elemento fa parte della tecnica di Remedy che, da quando sviluppa videogiochi, vuole andare sempre oltre al semplice gameplay.

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Una storia che avrebbe potuto essere banale o comunque ricca di buchi per via dei viaggi temporali si è invece rivelata solidissima e assolutamente intrigante dall’inizio alla fine, ricca di misteri che si dipaneranno solo nelle battute finali. Grande merito al cast dei personaggi con eccellenti interpretazioni da parte di molti degli attori presenti nella serie TV che vanno ben oltre al “fare il compitino” (trattandosi di una produzione “minore” se paragonata ad altre serie).

Conclusione

Siamo giunti ai titoli di coda anche con Quantum Break. Il nuovo gioco di Remedy Entertainment si è fatto attendere ma abbiamo ricevuto tra le mani il loro titolo più riuscito di sempre. Manca quella innovazione a cui il team di sviluppo ci aveva abituati ma è l’opera più completa e bilanciata dal punto di vista della narrazione, a livello cinematografico e, soprattutto, di gameplay.

La trama è coinvolgente e narrata in maniera quasi impeccabile e il gameplay risulta divertente, appagante e frenetico al punto giusto. Visivamente Quantum Break riesce a lasciare a bocca aperta. E poi come non poter apprezzare il primo e vero tentativo, riuscito, di unire il cinema al mondo videoludico?

In molti si chiederanno se vale l’acquisto al Day One data la non “estrema” longevità del titolo ma il discorso è sempre lo stesso: un film lo si può andare a vedere al cinema o aspettare il blu ray, a voi la scelta noi siamo andati di corsa al cinema.

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