Ni - L'impero lo consiglia solo ad alcuni!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Surviving Mars è un gestionale incredibile dal punto di vista della profondità, complesso, si, ma assolutamente godibile sul lungo periodo e per questo va elogiato e apprezzato. Tuttavia, soffre delle numerose problematiche del genere gestionale su console, con comandi scomodi e a tratti frustranti e con un motore grafico molto al di sotto delle potenzialità delle macchine, compresa One X, console dove abbiamo recensito il prodotto. Un’altra problematica che potrebbe far storcere il naso è l’assenza di una traduzione in italiano, feature che in un’esperienza come questa non può fare altro che abbassare la valutazione finale.

Tra tante ombre, però, ci sono anche tante luci, un videogioco in grado di tenervi incollati per ore e ore e che offre una colonna sonora davvero d’impatto e coerente con il gameplay. Haemimont Games  offre un titolo non per tutti, consigliato solo ai veri amanti del gestionale, disposti a passare sopra a certe problematiche di gameplay, soprattutto su console.

Recensione Integrale

Avete presente Paradox Interactive? Si, proprio gli autori di Tropico e Cities Skyline, due dei migliori gestionali presenti sul mercato console e PC. Grazie all’aiuto dello sviluppatore Haemimont Games si è deciso di puntare verso il cielo, lo spazio, magari provare a immaginare a terraformare Marte, il pianeta rosso tanto ostile ma anche potenzialmente vitale per il genere umano. Surviving Mars è lo specchio di tutto ciò, un’esperienza gestionale costruita per ogni piattaforma principale, con tanto di supporto per Ps4 Pro e One X, saranno riusciti gli sviluppatori a realizzare un prodotto di qualità ?

Un piccolo passo per l’uomo…

Surviving Mars offre due modalità di gioco: “partenza facilitata” e “partenza normale”, la prima è adatta ad un pubblico meno esperto e con un tutorial decisamente più approfondito, mentre la seconda vi lancia letteralmente nel mondo di gioco con pochissime input, lasciandovi la piena libertà di costruzione e di scelta. Come in ogni gestionale esiste anche la modalità aperta a tutti: la New Game, infatti, permette di personalizzare il nuovo game, selezionando una determinata “mappa” o zona in cui partire, con tanto di risorse ed eventuali rischi aggiuntivi. Tutto questo viene assegnato a seconda della struttura psicologica del proprio personaggio, un politico, ad esempio, potrà avere più fondi per costruire, mentre un “rocket scientist” avrà un secondo razzo gratuito da lanciare, ognuno ha, quindi, le sue caratteristiche uniche.

La partita inizia con l’atterraggio di un razzo, il quale trasporta dei droni in grado di costruire e raccogliere le prime risorse, che possono essere stoccate all’interno del transporter o del razzo stesso che funge da base di comando  per la terraformazione. Ovviamente l’esplorazione è importantissima, così come la continua produzione di droni, perciò lanciare sonde, e spostarsi in giro per il freddo e inospitale pianeta rossa sarà assolutamente necessario.  Ogni mappa è divisa in quadranti che per essere esplorati necessitano di essere scannerizzati da una sonda, la quale si autodistrugge una volta conclusa la propria orbita. Ogni zona ha specifiche risorse, ma anche specifiche anomalie che potrebbero causare danni e problematiche alla nostra città marziana.

Gli edifici svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo della nostra base, potendo costruire cupole, generatori e numerose fabbriche, è opportuno fare la scelta giusta per non sprecare troppe risorse che potrebbero magari servire per macchinari di prima necessità, anche perché lo scopo è proprio quello di terraformare il pianeta e attirare, quindi, del personale umano. Questi ultimi si dividono poi in ingenieri, medici, ricercatori che hanno il compito di ingradire ancora di più la colonia, tramite anche un albero delle ricerche abbastanza ampio e strutturato. Inutile dire che con l’ingradirsi della base, vengono generati ulteriori problemi: criminalità, felicità degli abitanti riguardante aria e acqua e così via. Un aspetto notevole è anche il ciclo giorno e notte, che influisce al 100% sulle meccaniche di gioco, il sole produce energia, la quale non viene assorbita dai pannelli fotovoltaici di notte, quindi è sempre opportuno immagazzinarli.

Purtroppo a seguito di così tante cose da tenere a mente mentre si gioca, Surviving Mars è un gioco che su console soffre di numerose problematiche di gameplay, il controller non riesce a gestire in contemporanea tutti i tasti necessari per poter videogiocare senza frustrazione, rimanendo così l’ennesima prova fallita come gestionale su console, un vero peccato considerando comunque l’enorme profondità che il titolo stesso offre.

Un pianeta rosso con molte ombre

Surviving Mars è un titolo che non impressiona dal punto di vista grafico, né su Xbox One, né su Xbox One X. Haemimont Games ha chiaramente ottimizzato il titolo facendo lo stretto necessario per farlo girare in maniera godibile su console, ma senza osare come nella versione PC, un porting sufficiente, ma nulla più. Un vero peccato, perché quando la colonia si ingrandisce, il colpo d’occhio è assolutamente straordinario e se ci fosse stata una cura più maniacale, a quest’ora staremmo parlando di uno dei gestionali visivamente più belli di sempre.

Eccezionale, però, la colonna sonora, che ci accompagna nei nostri SOL in maniera sopraffina e incantevole, un lavoro impreziosito da una certa coerenza nel gameplay, attraverso una OST dinamica e mai banale. Un vero peccato è la mancanza di una traduzione in italiano, caratteristica che in un videogioco di questo tipo, non può che essere un malus, soprattutto verso i neofiti.

 

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