- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Sviluppato da Wales Interactive, Time Carnage incarna senza mezzi termini l’esperienza più semplice ed immediata che si può avere su VR. Il gioco non richiede una grande padronanza o attitudine alla realtà virtuale, basterà infilarsi il caschetto, munirsi di un move ed iniziare a sparare. Nessun movimento, passi o salti, saranno richiesti ma solo un cambio repentino dell’arma per continuare il nostro massacro di zombi, dinosauri, robot e tanto altro. Se la soluzione potrebbe risultare banale, per chi ha già giocato a titoli più articolati, Time Carnage deve essere visto come un gioco funzionale e divertente da primo impatto.
La realtà virtuale è in una delicata fase di “tuning” dell’esperienza che deve proporre al giocatore. Molti videogiochi per questi device risultano stupidamente brevi, mentre altri peccano di un ritmo e soluzioni in game macchinose con lo spettro del motion sickness sempre dietro l’angolo. Quanto proposto da Wales Interactive elimina gran parte dei problemi mettendo il giocatore fin da subito a suo agio con un sistema basilare ma divertente. Il gioco entra quindi nella top ten dei titoli da usufruire come introduzione all’esperienza VR che, per chi è interessato, può leggerne la prima parte: Playstation VR – Cosa Giocare.

IMPORTANTE: il gioco ha un suo perché ad oggi, con la realtà virtuale ancora in stato di rodaggio, tra due o tre anni un Time Carnage potrebbe essere paragonato al gioco del tiro al piattello uscito nel 89 su Sega Master System (inutile…). Disponibile per HTC Vive, Oculus Rift e PlayStation VR, consigliamo il titolo a tutti nonostante i 20€ (19.99) richiesti che, per quanto ha da offrire il gioco, risultano un po’ eccessivi.

Recensione Integrale

Viaggiamo nel tempo

Time Carnage non ha una vera storia ma un pretesto per metterci a sparare da una sorta di hub protetto da uno scudo. Si potrebbe pensare che la nostra missione sia quella di ripulire il mondo da epidemie di massa, ma sta di fatto che non c’è un nesso logico nel dove e perché ci troviamo ad affrontare orde di mostri. Nel gioco avremo una campagna single player composta da 16 scenari di gioco ciascuno diviso quattro schemi ed in dieci turni ciascuno. Ripulito lo stage si passerà a quello successivo sbloccando nuove armi che potremo selezionare prima di ogni missione.
Avremo anche la modalità Arcade, contraddistinta da sfide da superare ed oggetti misteriosi da recuperare. Il tutto sarà vissuto nelle più disparate ambientazioni come ad esempio un mondo post apocalittico, una giungla preistorica, un vicolo anonimo, un deserto ghiacciato e tanto altro. Avremo anche bonus ed elementi di gioco con cui interagire ma anche questi saranno legati esclusivamente quasi all’unica azione possibile: sparare. La storia quindi non esiste come una possibile Lore sui mostri che affronteremo per dare più profondità al gioco, ma ci troveremo a viaggiare tra diverse epoche difenderci da dinosauri, robot, mutanti e zombie. Cosa vogliamo di più?

Gameplay: Bang Bang!!!

Semplice, diretto e cazzuto. Non si potrebbe descrivere diversamente quanto proposto da Wales Interactive. Se si è alla ricerca di un gioco in cui introdurre amici o anche parenti alla VR, Time Carnage farà al caso vostro. Il motion sickness sarò un lontano ricordo ed il titolo metterà fin da subito il giocatore a proprio agio. Nonostante l’orda di mostri pronta a farci a pezzi.
Prima di farci teletrasportare nel periodo selezionato sceglieremo il nostro equipaggiamento che consiste in quattro armi. Potremo prendere anche quattro pistore o quattro mitragliatrici ma è consigliato diversificare le armi per avere più soluzioni a disposizioni considerando anche i tempi di ricarica che spiegheremo più avanti.
Una volta iniziata la missione avremo le nostre quattro armi intorno a noi e potremo prenderle / scambiarle selezionando il tasto move passandoci vicino. Di partenza non avremo armi quindi scegliere con cura con quale partire.
I nemici arriveranno come nei più classici giochi orda e cercheranno di abbattere prima lo scudo che ci protegge, vedremo lo stato in una barra posta un po’ scomodamente in basso, e poi divorarci. Qui entra in gioco l’immediatezza del gameplay e la capacità del giocatore di cambiare arma tenendo conto del tipo di mostro da abbattere, inizialmente quello più vicino e che rappresenta la minaccia più concreta. Questo aspetto è importante considerando che, andando avanti nei livelli, alcuni mostri saranno difficili da abbattere e dovremo riempirli di piombo già da considerevole distanza.
Una volta cambiata l’arma questa si ricaricherà fino al massimo dei colpi consentiti. Dovremo ricordarci bene le armi utilizzate per evitare di prendere una mini-mitragliatrice, disponibile fin da subito, con pochi colpi. Quest’arma ad esempio è molto efficace su un gruppo di mostri vicini ma da evitare quando i nemici sono in lontananza perché perde di precisione e controllo.
Completata l’orda passeremo a quella successiva che ovviamente si rivelerà più difficile da portare a temine. Ad aiutare il nostro alterego nel suo scudo protettivo avremo dei perk o elementi come barili di combustibile da colpire. Il perk blu ad esempio rallenterà il tempo e sarà utilissimo per capire a chi sparare e rifiatare. Come anticipato i livelli sono dieci per stage e, una volta completati, sbloccheremo quello successivo ottenendo una nuova arma per un totale di 25 bocche da fuoco.
Time Carnage di fatto termina qui? Si e no, avremo la modalità archade, in tutti gli scenari ed utile per spingerci oltre e superare noi stessi e le challenges per un totale di dieci. Grazie a queste modalità potremo sbloccare i Perk, 18 in totale, che potranno garantirci utili bonus per le missioni. Il dubbio rimane sul fatto che, nonostante le modalità proposte, il tutto ruota attorno al medesimo gameplay senza reali cambiamenti o introduzioni innovative. Il risultato rimane godibile per la sua semplicità ed immediatezza ma qualche variazione sul tema non avrebbe guastato.

Tecnica Virtuale

Dopo aver provato svariati titoli per il PlayStation VR ed altri visori sono giunto alla conclusione, vera o meno, che i prodotti si assomigliano tutti a livello tecnico. Tranne qualche rara eccezione raramente ci troveremo davanti a titoli che cambiano radicalmente come su titoli puramente per console.Non so se sia dovuto al fatto che gli engine di gioco siano acerbi o che utilizzino gli stessi asset, possibile, ma si nota una certa ripetitività sia negli effetti di luce sia nelle palette dei colori utilizzate. Time Carnage risulta sullo stesso livello di quanto visto fino ad oggi con la differenza che alcuni movimenti dei nemici risultano leggermente più legnosi. I colori sono per la maggiore scuri e gli effetti presenti in game a volte disturbano invece di dare in tocco di classe. Nella sua totalità il gioco è abbastanza curato ma risulta un po’ anonimo come se non si volesse perdere troppo tempo a caratterizzarne gli elementi.
La varietà non mancherà ma nulla che rimarrà nei nostri ricordi per più di quei secondi in cui una pallottola sfonderà il cranio di uno zombi. Su questo aspetto ci sentiamo di dire che l’occasione è stata veramente persa perché un gioco, anche se frenetico ed immediato, può e dovrebbe avere il suo stile. Gli stage sono ben congegnati anche se la visuale, gli attacchi, arriveranno solo da un certo numero di direzioni aiutando fin troppo il giocatore ad attendere senza troppi patemi in alcuni stage. Ad ovviare a questo problema avremo tre diverse modalità facile, media e difficile con quest’ultima che risulterà sicuramente ostica.


Per la parte dei controlli va sottolineato che il PlayStation Move, meglio due, sarà obbligatorio o non potremo giocare. I device dovranno essere accesi e connessi prima di lanciare il gioco altrimenti vedremo solamente una mano virtuale ma non potremo selezionare nulla.
Chiude il comparto sonoro che ha dalla sua una buona dose di campionature per le armi ma crolla a livello di atmosfera. Le musiche non riescono a dare o seguire il ritmo dell’azione abbassando ulteriormente la qualità tecnica generale del gioco.

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