Tanti anni sulle spalle

Dopo dodici anni di vita possiamo dire che World of Warcraft non è un videogioco. Per fare un paragone calcistico il titolo sviluppato da Blizzard è come quelle bandiere che non “muoiono” mai e che riescono ad entrare nei cuori di più generazioni di ragazzi.
Vero che nella sua lunga carriera il MMORPG della software house californiana ha avuto sia alti che bassi, gli infortuni capitano a tutti, ma nessuno può mettere in discussione lo spessore di questo gioco.

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La precedente espansione, Warlords of Draenor, è stata segnata da una partenza eccellente, ma è crollata sotto il peso di aspettative deluse e dall’assenza di contenuti a lungo termine. Per molti si era già delineato il momento in cui il nostro “fenomeno” si prestava ad appendere i tacchetti al chiodo, ma, come spesso accade, mai dare per finito un campione finché non è lui stesso a dire basta.
World of Warcraft: Legion non è un’espansione qualunque, ma una rivoluzione che rimescola pesantemente tutte le carte in tavola. A dirla breve, nonostante il gioco sia rimasto il caro vecchio WoW, possiamo quasi affermare che mai prima d’ora avevamo giocato ad un’espansione così grande.

Andiamo per gradi per capire cosa ha da offrire Legion.

La narrazione epica

Se Warlords of Draenor era caratterizzato da una narrazione ritmata fin dalle prime battute, in Legion avremo tempo per entrare nella storia. La partenza è in sordina senza momenti di tensione iniziale come nella precedente espansione, ma lentamente cattura l’attenzione del giocatore in un crescendo perfettamente orchestrato. Evitando inutili spoiler possiamo dire che Legion ha in canna un buon trama con momenti degni del marchio World of Warcraft, salvo qualche piccolo orpello scontato a cui l’industria americana ci ha abituato da tempo.

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WoW è uno di quei giochi in cui la narrazione non può e non deve essere distaccata dalle aree in cui si svolgeranno gli eventi e per questa nuova avventura avremo nuove location da esplorare caratterizzate da level design a dir poco sbalorditivi (anche per gli anni che si porta sulle spalle).

Impossibile non rimanere di sasso guardando le lande bagnate dalle acque di Azsuna, senza dubbio tra le location più ispirate di Legion, o le rovine elfiche sospese nel tempo tanto belle quanto malinconiche. Il gioco ha raggiunto una maturità e profondità narrativo che appaga anche i giocatori che non passano il tempo a fare livelli e a migliorare i propri personaggi ma ti catapulta in un mondo vivo e ricco di azione.

Il miglioramento che non ti aspetti

Da un punto di vista di meccaniche di gioco inutile dire che le quest principali e non in Legion ricalcano quanto già visto in precedenza. Il focus è come sempre eliminare i nemici e fare raccolta di oggetti indispensabili per proseguire l’avventura. Quello che cambia è la modalità in cui ci vengono proposte le missioni, ora meno prevedibili e più articolate.

Il problema che ha da sempre affitto WoW è giochi simili è la ripetitività delle azioni nonostante scenari e nemici da affrontare diversi. In Legion avremo diversità nell’azione e momenti al limite dell’assurdo che arricchiscono l’esperienza di gioco con una parte di umorismo che smorza i toni a tratti fin troppo epici della storia.

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Quello che preoccupa la maggior parte dei giocatori di WoW è sempre stato l’endgame. Bene in Legion il grosso delle incursioni arriveranno dopo un periodo di tempo che va dai dieci giorni alle due settimane, dipende da quanto giocherete, e possiamo dire che non mancheranno di appagare le vostre esigenze. Il funzionamento delle World Quest assomigliano alle tradizionali quest giornaliere e possono garantire una buona longevità del gioco anche se i giocatori più incalliti si attendono molti e corposi aggiornamenti nei mesi che verranno. Una volta raggiunto il livello 110 non avremo più aree circoscritte dove ripetere all’infinito le stesse missioni ma una verità di missioni che daranno il giusto compenso in aree quasi sempre differenti.

Generosa la quantità di missioni per classe elemento che contribuisce ad aumentare la longevità del gioco ed a rinnovare il senso di identità ed appartenenza. Avremo quindi missioni che permettono di approfondire la storia della propria stirpe, apprenderne la tradizione e capirne il presente analizzandone le origini passate. Un ottimo modo per esplorare le zone alla ricerca di noi stessi.

Ad aiutare i nostri eroi avremo l’Enclave di Classe, una sorta di quartier generale diviso per classe di personaggio al cui interno sarà possibile gestire i nostri seguaci (ora chiamati campioni) da mandare da una parte all’altra del globo a caccia di avventure. Avremo inoltre una piccola squadra di fedelissimi che potranno accompagnarci nell’avventura, scoprendo nuove zone da esplorare.

In poche parole tutta la parte “gestionale” introdotta con Warlords of Draenor è stata snellita ed in un certo senso velocizzata.

Oggetti ricchi di mistero: gli artefatti

Se c’è una cosa che ha sempre attratto nelle varie ambientazioni fantasy questi sono gli artefatti.
In Legion saranno divisi per ciascuna classe accompagnandola e crescendo insieme ad essa.
In totale gli artefatti disponibili sono 36, più un trentasettesimo comune a ciascuna razza utile alla pesca. Questi oggetti sono le “ultimate weapons“ dal potere così elevato che non esiste un’altra arma tradizionale capace di eguagliarle. Ma se l’entusiasmo è già salito alle stelle possiamo dire che non sarà così facile ottenerla dato che dovremo affrontare una quest specifica per classe mentre, completando alcune missioni facoltative, sarà possibile sbloccare forme “alternative” per renderla unica (in termini di caratteristiche quindi non cambierà nulla).

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L’Artefatto come scritto non è statico, ma ha un suo albero di talenti aggiuntivo, il cui sviluppo è legato all’utilizzo dei cosiddetti Artifact Power (AP), una sorta di moneta virtuale con cui verremmo ripagati dopo aver portato a termine determinate quest. Più tempo dedicheremo alla ricerca ed al miglioramento dell’arma più questa diventerà efficace. Un modo per migliorarne le caratteristiche e l’aspetto sono le reliquie, preziosissime gemme che faticheremo a trovare ma che garantiranno una bella varietà.

Il cacciatore di demoni

Inevitabile non spendere qualche parola per la classe del Demon Hunter che è senza dubbio una delle più interessanti nel mondo di WoW.
La classe non è solo estremamente tosta, ma anche dannatamente divertente.

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Nonostante tutte le limitazioni del caso, la classe parte solo dal livello 98 e bisogna avere un personaggio del 70 per poterlo sbloccare, a rendere il Cacciatore di Demoni immancabile nel nostro roster di personaggi è l’agilità sovrumana che ne caratterizza i movimenti. Questi sono fluidi, veloci ed efficac, rendendo questa classe devastante ed appagante.
Le razze che possono accedere alla classe del cacciatore di demone sono solamente l’Elfo della Notte o un Elfo del Sangue ma avremo a disposizione una vasta personalizzazione che ci permetterà di distinguerci dalla folla (e parliamo di folla perché i server sono letteralmente invasi da questa classe).

Per quanto concerne l’armamento avremo le leggendarie Lame della Guerra di Azzinoth ma potremo equipaggiarlo con pugnali, armi bianche, spade o asce ad una mano – per ciascuna delle quali saranno possibili i tradizionali transmog. Il resto, le consuete abilità, starà a voi scoprirlo perché, come già accennato, vale veramente la pena provarlo per il divertimento che ne consegue senza troppi consigli e suggerimenti.

Tecnica ed Engine

Qualche parola la dobbiamo spendere anche per il motore grafico e tutti gli elementi che girano intorno al gioco. WoW ha la sua età e, nonostante parecchi restyle, si vede che non può reggere il confronto con produzioni moderne. Ciò nonostante le nuove aree che andremo a visitare sono decisamente ispirate con l’inconfondibile marchio Blizzard che da un tocco di classe a tutto il gioco.

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La palette dei colori è stata migliorata come in generale la fluidità del gioco, ormai granitico anche su computer non recenti. Questa espansione non si limita a ridare una bella girata di vite a livello di gameplay e narrazione, ma anche il comparto tecnico ne ha giovato. Il gioco ormai ha raggiunto dimensioni ragguardevoli ed è difficile pensare o trovare qualcosa di meglio da aggiungere ad un engine che in Legion sembra dare il meglio di sé. Vero che in teoria non c’è limite all’ottimizzazione, ma il comparto tecnico sembra essere spremuto a dovere in quasi tutti i suoi elementi difficile chiedere di più. Impeccabili come sempre le campionature e le musiche alle quali Blizzard ci ha abituato fin troppo bene.

Conclusioni

Legion è una valida, anzi validissima espansione, ma come tale dovrà essere valutata nel tempo dato che tre o quattro settimane non sono sufficienti per capirne le reali potenzialità e il rischio di sgonfiarsi nel breve è alto. Blizzard lo sa e molto probabilmente cercherà di tenere viva l’attenzione con continui contenuti; in caso contrario avremo lo stesso risultato di Warlords of Draenor.

Al momento non possiamo che essere soddisfatti del lavoro svolto e per tutti gli amanti della serie, quelli che da dodici anni non mollano un colpo, questa espansione è imperdibile. Per chi si avvicina solo ora, diciamolo: c’è molta strada da fare e forse si farà fatica a mettere insieme tutti i pezzi, l’unica pecca di questo spaventoso e duraturo MMORPG.

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