Il Nuovo che sa di Vecchio

Può sembrare incredibile ma Dynasty Warriors 9 cerca di innovarsi. Dopo aver ripetuto la stessa formula fino alla noia Omega Force ha provato a battere nuove strade per dare nuova linfa al gioco.
Il ritmo del gioco è rimasto intatto: Il giocatore impersonerà un generale della Cina medioevale, a scelta tra un vasto numero di eroi, e come da prassi dovrà far fuori decine e decine di nemici. Questi saranno governati da un’intelligenza artificiale basilare ma, a differenza dei predecessori, la nona incarnazione prende i tratti somatici della serie e li catapulta in un open world in cui muoverci in piena libertà.
Nella mappa di gioco, molto vasta, potremo seguire la storia, che si divide in tredici capitoli, o muoverci seguendo le attività secondarie. La trama principale avrà diverse sfumature a seconda dell’eroe di cui vestiremo i panni. La struttura rimarrà la stessa a cambiare saranno i dialoghi ed appunto alcuni elementi di contorno.
La narrazione diventa così molto stratificata che potrà percorrere diverse strade a seconda dell’eroe selezionato. Gli eroi sono oltre sessanta e ciascuno di essi, sviscerano tutta la storia principale e un buon numero di missioni secondarie, richiede più di venti ore per essere completata. La longevità quindi è assicurata nonostante la ripetitività del gioco sia seguendo la trama principale che per le missioni secondarie.
Il fatto di avere una mappa aperta non deve fa ingannare il giocatore, quest’ultima sarà divisa come da vari blocchi in cui portare a termine le missioni eliminando quella sensazione di luogo vivo e che ci consenta di muoverci liberamente.
La sensazione è che siano stati eliminati gli stage di gioco a favore di un unico e grande bazar in cui affrontare qualsiasi sorta di nemico o avviare una determinata parte del racconto. Potremo muoverci a cavallo per accorciare le ampie distanze, elemento che utilizzeremo spesso data la piattezza degli scenari.

Pad alla Mano

Dynasty Warriors 9 ha come suo punto di forza un gameplay consolidato dagli anni. Il sistema di combattimento, fluido e disimpegnato, è reso ancor più dinamico rispetto al passato. Affrontare fiumi di nemici con una sorta di super combattente al proprio servizio regalerà più di una soddisfazione malgrado la mancanza totalità di una IA nemica che si rispetti.
Potremo eseguire combo spettacolari, utilizzando sapientemente i trigger, scatenando stordimenti, colpi aerei e abbattimenti con effetti pure modificabili attraverso un sistema di gemme. Immancabili gli attacchi Mosou, le tradizionali abilità speciali capaci di decimare gli eserciti nemici previo caricamento di una specifica barra.
Ad ampliare il nostro ventaglio di possibilità per lo sterminio totale avremo un’ampia scelta di armi che faciliterà la nostra scelta per combattere con il proprio stile di gioco.
In Dynasty Warriors 9 il mondo virtualmente aperto aiuta il giocatore a muoversi liberamente da un accampamento all’altro conquistando e distruggendo senza sosta.A dare più spessore al gameplay avremo la meccanica del morale dell’esercito. Questa riesce a trasmettere un po’ di libertà d’approccio: ogni obiettivo primario ha una serie di compiti collaterali, i quali, una volta completati, ridurranno la difficoltà del principale. Potremo quindi caricare il capo di turno in un lungo ed estenuante combattimento o indebolire lentamente il suo esercito per poi affrontarlo con più scioltezza.
L’aggiornamento dell’equipaggiamento è uno dei problemi maggiori del gioco: recuperare gli ingredienti per un’arma di rango alto è fin troppo semplice e ben presto ci troveremo ben equipaggiati senza il minimo sforzo.
Anche la caccia ed elementi tipici di un Open world sono semplicemente abbozzati e messi come contorno che stona per approssimazione e vera utilità ai fini del gameplay.
Il tentativo di aggiungere una componente GDR profonda ed articolata si scontra con una immediatezza e spensieratezza tipica della serie. La struttura tipica dei Dynasty Warriors sembra quindi implodere su sé stessa nel tentativo di regalare qualcosa di più complesso ed articolato.
La componente gestionale risulta scialba e, come il resto, poco approfondita. Il gioco propone nuove situazioni, rompendo la monotonia dei classici combattimenti cercando di regalare quella sensazione guerra su larga scala. Il problema è che tutto, armi da assedio ed elementi tipici di una guerra, non riescono a catturare l’attenzione o ad essere più devastanti del nostro personaggio principale.
Senza mezzi termini perché dedicarsi ad una catapulta quando il nostro campione può eseguire combo devastanti con la semplice pressione di due o tre bottoni?
Chiudono le modalità di gioco ristrette al semplice single player. Con un numero esagerato di eroi ci saremo almeno aspettati una modalità coop per poter massacrare ondate di nemici in compagnia ma invece Dynasty Warriors 9 è usufruibile esclusivamente per un giocatore.

Tecnica ed Engine

A livello tecnico il gioco soffre drasticamente di cali di performance con 30 fps ballerini che crollano inesorabilmente se si cerca di dare preferenza alla grafica.
Questa opzione, inserita per Ps4 Pro e Xbox One X, risulta un autentico disastro sulla console Sony con un drop degli FPS tali da rendere Dynasty Warriors 9 ingiocabile. Su One X la situazione sembra migliorare se non fosse che tra le due opzioni, grafica o performance, non sembrano esserci differenze.


L’intelligenza artificiale sembra aver fatto passi indietro rispetto ai precedenti capitoli. Strano ma vero gli avversari non solo risultano lobotomizzati, ma rimangono addirittura immobili. Alcuni avversari, quando il livello dell’alter ego virtuale è inferiore al loro, sembrano non considerarti una minaccia e di conseguenza attaccheranno sporadicamente.
Le collisioni mal calibrate, costanti pop-up degli elementi grafici e texture assenti risulteranno all’ordine del giorno in Dynasty Warriors 9.
Una festa dell’orrore a cui si aggiungono effetti di luce che raramente convincono o risultano ben implementati. Il già citato open world è privo di caratterizzazione con elementi riciclati all’infinito per una mappa di gioco che risulta grande ma estremamente piatta ed anonima. Chiude un comparto audio preso quasi di peso dai capitoli precedenti ma almeno potremo selezionare la traduzione dei sottotitoli in italiano (non attivo di default, va impostata nelle opzioni) che aiuta a seguire i dialoghi e, per chi lo vuole, la storia.

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