- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

I Fell From Grace è un titolo particolare, molto vicino alle vecchie avventure grafiche punta e clicca, ma allo stesso tempo, cerca di avvicinarsi ai walking simulator in 2D. È un titolo distopico, oscuro, a tratti adirittura disturbante, ed è proprio questo che lo rende in qualche modo unico nel suo genere.

Deep Taiga ha saputo creare un videogioco in grado di catturare il giocatore attraverso una pixel art davvero ben fatta, contornata da una composizione musicale di altissimo livello. Il tutto è perfettamente miscelato con una trama dalle tematiche già viste, ma con una propria identità, e ciò la rende in qualche modo originale a modo suo.

Se amate la Pixel Art e amate le avventure prettamente narrative vi consiglio di dare qualche possibilità a: I Fell From Grace, un gioco non perfetto, ma sicuramente con molte cose da  dire, e che vede nella classica tematica del destino, qualcosa di diverso, qualcosa di ancora peggiore a quello che si potrebbe pensare. Siamo davvero incuriositi di vedere il prossimo lavoro di Deep Taiga.

Recensione Integrale

Nel panorama Indie Games ormai affollatissimo di progetti interessanti o meno, abbiamo avuto l’occasione da parte dello sviluppatore Deep Taiga di poter recensire il loro primissimo titolo: I Fell From Grace. Il gioco è un’avventura grafica in Pixel Art, con una forte atmosfera dark, contornato da diversi elementi distopici.

La difficile convivenza con il destino

Quante volte nei film o nelle esperienze videoludiche abbiamo avuto a che fare con il fato? Abbastanza recentemente abbiamo avuto l’occasione di recensire l’ottimo The Last Day Of June, sviluppato dali italiani di Ovosonico. Cambiare il passato è realmente possibile? La risposta sarà sempre no, e vi garantiamo che questo non è uno spoiler, perché in questo titolo le cose saranno diverse, ma non vi raccontiamo in che modo.

Henry è un giovane uomo: la sua carriera lavorativa è in bilico, e sua moglie, Grace, è malata terminale, e gli rimane poco tempo. Un giorno, la sua vita cambia. Una strana “figura” gli dona delle pillole in grado di compiere veri e autentici miracoli, tra cui quello di curare sua moglie. Da li a poco, Henry affronta diverse situazioni al limite del sovrannaturale, arrivando adirittura ad uccidere per risolvere diverse situazioni complicate.

Il passato del protagonista, inoltre, non lo aiuta. La morte e la perdita del figlio – morto in grembo alla giovane Grace -, ha segnato irrimediabilmente la sua vita. Tutto ciò che lo spinge a fare è sottolineato dal non aver, infatti, nulla da perdere. Il titolo ci mette spesso e volentieri davanti a delle scelte, le quali risultano decisive per il finale del gioco stesso, composto da due conclusioni, che in maniera banale possono essere sintetizzate in: good ending e bad ending.

Le decisioni che portano a questi due finali sono principalmente legati a dei dialoghi, i quali, per la maggior parte dei casi non riescono a incidere nella caratterizzazione dei personaggi, risultando spesso poco interessanti se non adirittura banali. Un gran bel peccato, considerando, nel complesso, una trama tutto sommato interessante e ben congeniata.

C’è comunque da far notare l’immenso lavoro da parte di Deep Taiga di proporre dei dialoghi completamente in rima, un’altra particolarità che rende sicuramente meno indolore la critica complessiva.

Punta e clicca in Pixel Art

Le meccaniche che ruotano attorno a I Fell From Grace, sono molto simili ai punta e clicca del passato, anche se la difficoltà degli enigmi non è minimamente paragonabile, per questo in qualche modo è possibile considerarlo anche un Walking Simulator in 2D. Difficilmente ci siamo trovati in difficoltà nel risolvere i puzzle in giro per la piccola mappa, la quale si divide in tre zone: la propria abitazione, l’azienda lavorativa e il piccolo quartiere commerciale.

Non è, quindi, un gioco complesso, ed è abbastanza giocabile da chiunque. Ciò che invece potrebbe essere un problema per qualcuno è la mancanza di localizzazione della lingua italiana, infatti, la lingua inglese è l’unica presente, anche se possiamo garantirvi che essa è assolutamente comprensibile.

La vera bellezza del titolo è la composizione musicale e artistica. La Pixel art funziona ed è resa in maniera davvero eccelsa all’interno della produzione, ricordando a tratti alcune produzioni Devolver Digital. La stessa soundtrack – se così possiamo definirla – è completamente composta da brani inerenti alla situazione del momento, utilizzando basi elettroniche di qualità certosina, ben al di sopra delle aspettative.

 

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