Toadman Interactive ha provato a riscrivere la storia dei soulslike proponendo al pubblico videoludico Immortal: Unchained.
Disponibile per PC, PS4 ed Xbox One è uno sparatutto in terza persona in pieno stile Dark Souls, ma con un gameplay incentrato sullo shooting piuttosto che sulle armi bianche.

L’impostazione di Immortal: Unchained

La trama di Immortal: Unchained è molto semplice: un guerriero immortale viene risvegliato per salvare diversi mondi da un’imminente catastrofe. Tutto questo dovrà farlo grazie all’aiuto di un potente ed antico manufatto.
Ad ostacolare questo lungo viaggio, il guerriero si troverà ad affrontare diverse creature con armi super-tecnologiche.

L’avventura inizia con la creazione del personaggio da utilizzare. Il livello di personalizzazione è piuttosto ampio, con una classe da selezionare ed una parte estetica non indifferente. Nella selezione della classe, il consiglio è quello di sceglierne una con armi classiche (mitragliatrici, fucili a pompa, ecc.) lasciando stare il cecchino o le classi basate sulla forza, altrimenti c’è il rischio di morire spesso, considerando che quasi tutti i nemici sono dotati di armi.

La struttura dei livelli è palesemente basata su quella di Dark Souls, con zone collegate attraverso scorciatoie ed obelischi che fanno da punti di controllo. Attivando gli obelischi si generano i nemici ed è anche possibile rigenerare le scorte di munizioni e cure. Le armi possono invece essere sbloccate aprendo delle casse sparse per la mappa. La loro portata però è davvero minima, a prescindere dalla tipologia.

Gli scontri con i nemici

I nemici presenti sono sostanzialmente di tre categorie: corpo a corpo, fanteria leggera e fanteria pesante. Purtroppo il livello della loro IA è davvero basso. Accade spesso infatti di vederli sparare contro un muro, rimanere incastrati con oggetti invisibili e cose di questo genere. Ogni nemico è dotato di una barra della vita ed una della stabilità, che una volta esaurita fa barcollare la creatura in questione. Inoltre hanno tutti un punto debole sulla schiena che provoca danni superiori se colpito.

Gli schemi comportamentali sono abbastanza banali. I nemici con le armi da fuoco rimangono fermi in un punto coperto e cercano di sparare dalla distanza, mentre quelli corpo a corpo camminano lentamente verso il nostro personaggio per cercare infine di scagliare un colpo. Gli scontri sono quindi basati sulla quantità di nemici da affrontare, in quanto in ogni zona ce ne sono esageratamente tanti.

La difficoltà di Immortal: Unchained è tutta nell’affrontare un gran numero di avversari in spazi piuttosto limitati e con davvero poche coperture. Gli scontri sono basati su un continuo spara e schiva, che alla lunga trasmette noia. Questo anche a causa del sistema di mira piuttosto impreciso, nonostante il gioco sia dotato di un lock automatico nei confronti dei bersagli.

Le immancabili meccaniche RPG

Ebbene sì, anche Immortal: Unchained dispone della classica componente RPG che sfiora ormai gran parte dei titoli di oggi. In questo gioco però il modo in cui livellare si discosta particolarmente da quello solito. L’abitudine è lo sblocco di diverse abilità per il personaggio attraverso i punti esperienza accumulati con delle azioni precise.

In Immortal: Unchained invece il personaggio ha otto attributi specifici che possono essere migliorati: Destrezza, Percezione, Forza, Agilità, Robustezza, Resistenza, Perizia ed Intuito. Questi attributi sono gli stessi per tutte le classi di personaggio selezionabili ad inizio avventura. Per migliorarli bisogna recarsi negli obelischi e servono dei punti esperienza, che nel gioco si chiamano Bit, ottenibili uccidendo i nemici.


La Destrezza aumenta la velocità di ricarica, la Percezione la possibilità di effettuare un colpo critico, la Forza incrementa l’attacco corpo a corpo, l’Agilità la velocità delle schivate, la Robustezza diminuisce l’instabilità della mira quando si viene colpiti, la Resistenza permette di recuperare più velocemente il vigore, la Perizia aumenta l’efficacia di armi e medikit e l’Intuito migliora la potenza degli attacchi secondari.

Migliorie significative possono essere effettuate anche sulle armi. Il sistema è lo stesso per gli attributi del personaggio. Sulle armi, oltre a poter migliorare le statistiche, è possibile anche aggiungere degli accessori.
Se si viene uccisi, i punti esperienza vengono persi, ma per recuperarli basta tornare sul posto. Quest’ultima, una cosa vista in quasi tutti i titoli soulslike.

Immortal: Unchained e la grafica

Dal punto di vista puramente tecnico, Immortal: Unchained dimostra, o almeno dà l’impressione, di essere un titolo realizzato con un budget molto limitato. Sugli FPS non c’è nulla da dire, in quanto il gioco è stabile senza problemi sui 60, tranne rarissime occasioni di scatto. D’altro canto però, ciò che fa storcere il naso è sicuramente il comparto grafico.

Il level design è in linea con il genere, ma non riesce a dare la stessa profondità di titoli come Dark Souls o Bloodborne. Le ambientazioni sono infatti scarne di dettagli, senza un’illuminazione che renda l’idea della situazione nella quale ci si trova. Il colpo d’occhio in lontananza non è male, ma da vicino gli edifici sono poco curati. Alcune strutture sono spesso ripetute al fine di formare l’intero livello.


Le texture dei nemici sono piuttosto semplici, senza quel tocco singolare che avrebbe potuto renderli unici. Inoltre, se ci si avvicina per osservarle attentamente diventano sfocate.
Sulle animazioni Immortal: Unchained non sorprende ma allo stesso tempo non delude. I movimenti sono sostanzialmente lenti, ma sono precisi ed i comandi rispondono molto bene.

Il comparto sonoro è piuttosto gradevole. Le musiche sono quasi sempre giuste, mirate a descrivere molto bene la situazione nella quale ci si trova. Al contrario, non convince la narrativa, che sembra essere piuttosto scadente e senza suscitare emozioni forti. Tecnicamente, i ragazzi di Toadman Interactive non si sono spinti oltre il classico compitino.

Buona idea, un po’ meno per il risultato

Complessivamente, Immortal: Unchained è purtroppo un titolo senza infamia e senza lode. L’idea di realizzare un soulslike sparatutto era ottima, ma il modo in cui è stato fatto non ha soddisfatto le aspettative. Gameplay semplice e comparto tecnico piuttosto scarno di dettagli rendono il gioco piuttosto banale, senza convincere realmente.

La base sulla quale è costruito Immortal: Unchained sembra però essere quella giusta. Il sistema di automira permette al giocatore di essere concentrato sullo sparare e schivare ed il numero elevato di nemici è il punto centrale di questa produzione. Per questo gioco però l’opinione è soggettiva, quindi il consiglio è sicuramente quello di provarlo. Una cura generale più dettagliata, però, avrebbe sicuramente fatto la differenza.

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