Avete presente quando guardate il trailer di un film e subito dopo averlo visto vi siete già innamorati della pellicola? Presi dall’infatuazione andate al cinema a vedere il film ed effettivamente si rivela ottimo per effetti e montaggio, ma scarno su altri versi e appena usciti dal cinema venite colti da quella sentimento di incompletezza che vi porta a chiedervi: e se gli sceneggiatori avessero fatto un lavoro migliore? Questa è la sensazione che ha lasciato Overwatch il nuovo FPS a squadre di Blizzard uscito questo 24 maggio per console e PC. La versione che andremo a recensire è quella per console, precisamente Xbox One, ma andiamo con ordine e vediamo cosa è riuscito a offrire questo nuovo gioco basato sul lavoro di squadra.

PERSONAGGI A VOLONTÀ

Il primo impatto degno di nota sono i personaggi, Blizzard nei mesi prima dell’uscita del suo Overwatch ci ha letteralmente inondato di video per presentare il background di alcuni dei personaggi che andremo a usare nelle nostre partite. Ogni eroe è ben ispirato e caratterizzato sia nelle abilità che nella personalità, ognuno si presta molto bene per i ruoli che deve rappresentare, se proveremo un nuovo eroe del quale non conosciamo le capacità il gioco viene in nostro aiuto con la spiegazione del tipo di abilità che potremo usare con la semplice pressione della croce direzionale sinistra sia per Xbox One che per PS4, verremo subito a conoscenza delle abilità dei 21 personaggi.

Overwatch
Dopo varie partite si capisce subito quali sono davvero i personaggi migliori da usare secondo il nostro stile di gioco, ma esiste anche un contro, visto che alcuni eroi sono davvero fin troppo potenti per le loro abilità, un esempio chiaro è Bastion, il mec dispone di due abilità che lo rendono un’arma di distruzione, potrete usare l’abilità torretta per trasformarvi in una gatling gun fissa che macella i nemici e se verrete colpiti basterà richiamare la sua seconda capacità, ovvero quella di potersi curare autonomamente, certo non è imbattibile, ma se usato nel modo giusto può diventare la piaga delle partite e la manna dei giocatori alle prime armi.

MAPPE E MODALITÀ

Uno dei lati positivi di Overwatch lo si può trovare all’interno delle sue mappe, dodici in totale, ognuna ben ispirata e progettata a dovere. Quando entrerete in partita per la prima volta lanciatevi per le strade secondarie, ogni mappa dà la possibilità di poter accerchiare il proprio nemico da più direzioni e altezze.
La verticalità all’inizio un po’ lasciata da parte con personaggi che combattono prettamente a terra, riprenderà il suo ruolo quando userete eroi come Hanzo, Genji e Widowmaker (solo per citarne alcuni) visto che grazie alle loro abilità di spostamento troveranno un vantaggio tattico nella maggior parte delle partite.

Una nota abbastanza dolente va alle modalità di gioco. Quando per la prima volta avrete finito di affrontare (obbligatoriamente) il tutorial, potrete cimentarvi nelle partite online, nella schermata di selezione avremo quattro possibilità: Partita Rapida, Partita contro I.A, Partita Personalizzata e Arcade (una variante di partita rapida con la salute, velocità di ricarica delle abilita ecc).
In partita rapida avremo quattro modalità, Controllo, Trasporto, Conquista/Trasporto e Conquista, nella seconda bisognerà catturare una zona per poi scortare “il pacco” verso la base nemica mentre le altre non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni visto che coinvolgeranno sempre il dover catturare o presidiare una zona. Ritrovarsi a giocare con quattro modalità che in realtà non vanno a variare cosi tanto il gioco, lascia un segno abbastanza negativo. Verrà aggiunta una modalità competitiva in seguito, ma ciò non toglie che dopo aver giocato per un paio d’ore prevalentemente alle stesse modalità  ci si senta leggermente annoiati.

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Per le partite personalizzate ci saranno molte opzioni, si potrà scegliere quali mappe far girare o su quale giocare, ma mai dalla schermata di selezione principale, se vorrete cambiare mappa dovrete memorizzarne il nome e selezionarla dalle opzioni, si sceglieranno i modificatori partita e quali eroi si potranno usare o meno, sempre presenti anche le opzioni per la gestione dei danni e della salute.

GAMEPLAY E GRAFICA

Perchè parlare di gameplay e grafica assieme vi chiederete? La ragione è semplice, il gioco è dannatamente ispirato, ogni personaggio è meravigliosamente ispirato e caratterizzato. Ogni eroe avrà un’arma caratteristica e non sempre sarà da fuoco, Hanzo userà il suo arco, Geji i suoi shuriken e Reinhardt il suo possente martello. le abilità, generalmente sono due più la ultra e sposate perfettamente con l’eroe che sceglieremo, per esempio Junkrat si rivela realmente come il bombarolo pazzo che vediamo, letale in difesa con il suo lanciagranate e per le sue trappole e bombe.

Tornando a parlare in generale degli eroi, mentre vi troverete sul menu di selezione del personaggio, il gioco offre la classica formula degli FPS a squadre in stile Team Foretress 2, dove sarà il lavoro coordinato di tutto il team e delle classi a portare alla vittoria, ad ogni partita il gioco informerà costantemente i giocatori sul tipo di eroe che necessita il team, se giocheremo tutti usando Widowmaker per esempio, il gioco segnalerà come ci sia un eccesso di eroi da difesa e un grande bisogno di personaggi d’attacco, supporto e tank. Per quanto uno possa trovarsi spaesato sperimentando con i vari personaggi, alla fine si riesce sempre a trovare il giusto equilibrio per giocare al meglio.

Spostiamoci a parlare un attimo della grafica, anch’essa importante all’interno di Overwatch. Lo stile rimane indubbiamente quello di Blizzard con personaggi esteticamente convincenti e ben caratterizzati, sarà quasi impossibile avere la sensazione di usare un eroe anonimo e senza personalità, un altro dettaglio che promuove il lavoro visivo sono i vari costumi e pose sbloccabili o acquistabili tramite microtransazioni, cosi da dare un tocco personale al nostro nuovo personaggio. Le mappe godono anch’esse di un buon lavoro in termini visivi e strutturali, per quanto le modalità che affronteremo non saranno molte, ogni mappa farà il suo  dovere nel tenere i giocatori sempre attenti, ovviamente anche qui c’è qualche luogo più o meno ispirato, ma la qualità non perde di spessore.

TUTTO QUI?

Overwatch ha una grande mancanza, dov’è la campagna? Potete pensarla come volete, ma se passate mesi e mesi a promuovere un gioco con video basati sulla storia dei personaggi (video realizzati davvero bene oltretutto) e su quella del mondo di Overwatch in generale, avviando il titolo e finendo sul menu principale senza trovare una modalità campagna ci si sente feriti in modo profondo. Non sappiamo quali siano i piani di Blizzard per il futuro di Overwatch, certamente ci si aspettava un lavoro molto più grande dopo tutta la campagna promozionale basata sulla lore del gioco.

Spendiamo un momento per parlare delle microtransazioni, anche qui come vuole la tradizione dei giochi basati sulle squadre e l’abilità, saranno di puro valore estetico e ogni elemento sarà sbloccabile tramite dei box ottenibili a ogni avanzamento di livello, potrete acquistare costumi, pose e nuove linee di dialogo anche con la valuta in-game ottenibile anch’essa tramite le box di avanzamento di livello. Inoltre, per quello che riguarda le mappe, Overwatch sarà aggiornato senza ulteriori costi, regalando nuove esperienze di gioco a tutti i giocatori.

VERDETTO FINALE

Overwatch è insostanza un buon gioco, nonostante non sia eccelso e per ora orfano di ulteriori modalità, riesce comunque nell’impresa di catturare il giocatore. Un gameplay veloce, intuitivo e colorato vi porterà a rimanere incollati al vostro televisore, i personaggi aiutano nel mantenere costantemente l’attenzione sul gioco e l’arrivo della modalità competitiva non può che spronare a rimanere attivi su Overwatch.

Chi ha giocato la beta purtroppo storcerà il naso vedendo che il gioco completo non offre nuovi elementi rispetto a quelli già giocati, siamo consapevoli che Blizzard supporterà il gioco ingrandendolo pian piano, ma rimane comunque da chiedersi se era così difficile offrire qualcosa in più al lancio.

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