- L'impero lo consiglia a tutti!

Le conclusioni dell'impero
(Recensione Breve)

Anche questa nuova versione Kiwami del secondo capitolo di Yakuza uscito nel 2006 si conferma di altissima qualità e carisma. Un titolo ricco di cose da fare, con una trama ben strutturata e che cattura il giocatore e un’ambientazione, che si snoda tra Tokyo e Osaka, che definire splendida è dir poco.

Il gameplay è il classico della serie, divertente e accattivante. Il contesto non si può non apprezzarlo, grazie anche allo splendido lavoro grafico fatto dai ragazzi del Ryu Ga Gotoku Studio, e l’aggiunta di tre capitoli inediti con protagonista Goro Majima contribuisce ad innalzare ulteriormente l’appeal del titolo, già di per sé notevole.

Sicuramente un titolo da avere per tutti i giocatori alla ricerca di una nuova avventura e per tutti i fan della serie SEGA.

Recensione Integrale

Se Yakuza 0 prima e Yakuza Kiwami poi erano serviti per focalizzare l’attenzione mondiale su di una serie che troppa poca fortuna rispetto a quella meritata aveva avuto in passato, Yakuza 6 ci aveva lasciato con l’amaro in bocca per la fine di una storia amata fin dagli albori della sua concezione.

Fortunatamente, però, grazie agli episodi Kiwami, SEGA sta riuscendo a riproporre le glorie dei capitoli della serie Yakuza in una veste “nuova” e affascinante, catturando l’attenzione dei fan di vecchia data e di chi per la prima volta su PS4 si è avvicinato alla serie.

Back to Kamurocho… Ma non solo

Alla fine di Yakuza Kiwami avevamo lasciato Kiryu, dopo la morte di Nishikiyama e Yumi, convinto di potersi mettere alle spalle il passato e, soprattutto, il Tojo Clan.

Ma le cose non vanno come ci si aspetta, e l’incipit per questo nuovo episodio della serie vede Kiryu dover tornare sui suoi passi per rispondere alla richiesta di aiuto di un amico e negoziare per conto proprio del Tojo Clan una tregua con l’Omi Alliance, interrompendo così il fiume di sangue che sta bagnando le strade di Kamurocho… Portandoci anche lontano dalla nostra “casa”.

Come ormai siamo abituati ad aspettarci dagli episodi di Yakuza, questo “piccolo” pretesto. Una “molla” che innescherà una serie di eventi (primo fra tutti il dover andare a dare una sonora “tirata di orecchie” al buon Daigo Dojima… E qui ci fermiamo con gli spoiler) che ci porterà a trovarci davanti una moltitudine di personaggi, sempre carismatici e splendidamente realizzati, e a fronteggiare le più svariate tipologie di nemici, nonché il “main villain” di questo episodio, il temibile Ryuji Goda, figlio del presidente dell’Omi Alliance e soprannominato “Dragone del Kansai”.

 

Diversamente da quanto visto in Yakuza Kiwami e Yakuza 0, ma proprio come in Yakuza 6, il nostro eroe Kiryu Kazuma non potrà contare su più stili di combattimento, ma si affiderà solamente ad uno di essi, stile che potremo poi “potenziare” nel tempo sbloccando mosse e tecnicismi, come di norma nella serie.

Il tutto porterà i primi scontri della storia ad essere ripetitivi avendo a disposizione un pacchetto ristretto di mosse al quale fare affidamento, ma le cose si evolveranno presto per il meglio e menare qualunque malcapitato bulletto vi si pari dinanzi sarà, come è di giusto, un estremo piacere al quale non potrete sottrarvi.

 

Questo nuovo episodio Kiwami, nel quale rispetto alla versione originale di Yakuza 2 sono stati aggiunti tre capitoli inediti con protagonista l’amatissimo Goro Majima e ambientati dopo gli eventi del primo Yakuza, ci porterà, oltre che per le strade di Kamurocho, anche per quelle di Sotenbori (rispettivamente versioni videoludiche dei celebri quartieri Kabukicho a Tokyo e Dotonbori a Osaka).

Tutti gli ambienti creati grazie al Dragon Engine sono realizzati con cura e mostrano il loro meglio durante le fasi di esplorazione notturna, grazie alla quantità di luci e insegne che illuminano le strade dei due quartieri, di riflessi e agli effetti di luce su pozzanghere e sul fiume di Osaka che potrete apprezzare soprattutto con la visuale in prima persona che vi immergerà totalmente nell’affascinante ambiente che vi circonda.

Quante cose da fare…

Come da prassi sono numerose le attività secondarie presenti nel gioco che cattureranno la vostra attenzione e il vostro tempo, portando la longevità del gioco a estendersi verso le trenta ore e oltre. Alcune delle subquest con le quali vi troverete ad avere a che fare si potranno risolvere, come da copione, con delle semplici scazzottate. Altre volte invece le cose si faranno maggiormente interessanti e “curiose”, assurde magari, ma anche a queste situazioni i fan della serie sono ben più che abituati.

Il tutto senza mai annoiare il giocatore, rendendo esplorazione e subquest attività interessanti e varie, oltre che utili per la progressione e il potenziamento del protagonista.

 

Tanto il fare a cazzotti per aiutare qualcuno in difficoltà quanto il dedicarsi ai minigiochi o anche il semplice pranzare in giro per i locali presenti tra Tokyo e Osaka vi permetterà di accumulare specifici EXP utili a sbloccare i potenziamenti del protagonista del gioco, un incentivo che non stanca mai, insomma…

Tornano attività già viste nei capitoli usciti fino ad oggi, come il clan creator e i combattimenti nell’arena clandestina del “Purgatorio” la città sotterranea che abbiamo imparato a conoscere in Yakuza Kiwami; nonché inedite gare a chi fa pipì con maggiore intensità o l’attività di gestione di un cabaret club.

Alle subquest si sommano poi i minigiochi, presenza costante della serie, come i vari mahjong, il battling center, il golf, le freccette, il biliardo e il karaoke, ma anche i celebri Club SEGA all’interno dei quali, tra le altre cose, potremo giocare a Virtua Fighter e Virtual-On.

Che gioiellino…

Tecnicamente non si può che fare un plauso al lavoro fatto dai membri del Ryu Ga Gotoku Studio. Yakuza Kiwami 2 è curato e quasi totalmente esente da sbavature. Le ambientazioni hanno una resa grafica quasi emozionante e i modelli poligonali dei personaggi sono impeccabili. La possibilità di esplorare gli ambienti interni senza incappare in caricamenti contribuisce a rendere il titolo ancora più godibile.

La colonna sonora è anch’essa splendida così come la totalità del comparto sonoro. I dialoghi sono in lingua giapponese (e splendidamente interpretati come di consueto per la serie) e sottotitolati in lingua inglese.

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