Il genere Hack and slash sembra in un qual modo tornato di moda. Pagan Online è forse uno degli ultimi titoli che si aggiunge su un ring che comincia ad essere al quanto affollato per questo 2019. Tra i tanti esponenti troviamo Wolcen: Lords of Mayhem, al momento in Early Access, Warhammer Chaosbane che debutterà nei primi di giugno e Torchlight Frontiers. Varrebbe la pena anche citare Lost Ark, ma al momento il titolo è disponibile in beta solamente in Corea del Sud.

Pagan Online prende con forza quanto spianato da giochi come Diablo III e Path of Exile introducendo un sistema di movimento (WASD) che risulterà un po’ meccanico nelle prime sessioni per il genere proposto. A nostro giudizio il titolo sviluppato da Mad Head Games e pubblicato da Wargaming ha le carte in regola per dire la sua anche grazie ad un design cartonesco pulito e ben definito. Il menù ed i vari elementi di gioco, tra cui la forgia o la gestione dell’inventario, risultano graficamente snelli e lineari, congeniali per il genere proposto.

Gli Dei sono scomparsi

La trama è molto semplice e diretta, dopo essere deceduti in battaglia ci ritroveremo in una sorta di Panteon in cui scopriremo che gli dei di questo mondo sono scomparsi improvvisamente. Queste divinità hanno protetto e guidato le gesta di molti eroi per molti secoli, millenni e, senza una spiegazione logica, tutto il creato si ritrova senza le sue guide. Da qui partirà la nostra missione che, a detta degli sviluppatori, dovrebbe tenerci impegnati per circa 50 ore in attesa di future espansioni che ne amplieranno l’esperienza.

Al momento abbiamo potuto provare solo un pezzo di questa avventura con tutti e tre i personaggi disponibili durante l’Early Access. La storia ci è parsa molto basilare e scontata, ma il giudizio finale è rimandato quando avremo fra le mani la versione finale di Pagan Online.

Personaggi e classi disponibili

Le missioni che abbiamo giocato erano tutte focalizzate sul primo atto della campagna principale di Pagan Online, a metà strada tra il tutorial e l’avventura vera e propria. Il gioco finale conterà ben otto classi ma, come anticipato, in questa prima fase di Early Access abbiamo potuto mettere le mani solamente su tre.

  • Kingewitch: il classico berserker focalizzato su abilità melee e sull’attributo forza
  • Anya: definita da molti la “Furia di Darksiders 3” considerando la frusta e gli incantesimi di cui è dotata
  • Istok: il monaco-tank dotato di grande difesa ma dal ridotto output di danno, ideale per giocare in cooperativa.

Quanto potuto provare al momento ci ha soddisfatto a metà: la caratterizzazione lascia il posto a stereotipi di vario genere ma le abilità dei vari personaggi sembrano ben congegniate. Potremo sbloccare in un secondo momento i personaggi di gioco presenti che sono stati lasciati indietro, mentre altri saranno disponibili esclusivamente arrivati ad un certo punto dell’avventura.

WASD!!!

Partiamo dalla prospettiva di gioco e la consueta inquadratura isometrica che ben conosciamo. Questa funziona a dovere con la telecamera che non dà grossi rompicapi e la possibilità di zoomare in caso di necessità di maggior dettaglio. Se lo stile grafico, un cartone dalle tinte scure, risulta appagante quello che va assimilato al meglio sono i comandi di gioco. Pagan Online richiama più un shooter per il movimento dato che il personaggio principale non viene controllato con il mouse nei suoi spostamenti, ma tramite i comandi WASD della tastiera. Il mouse viene assegnato il compito di attaccare, raccogliere il drop dei nemici, interagire con i principali punti di interesse, avviare dialoghi e, con il tasto scagliare all’occorrenza alcuni degli attacchi secondari del proprio eroe. Il gioco permette di costumizzare la meglio la configurazione dei tasti, cosa che consigliamo caldamente se si ha un mouse con più tasti per assegnare eventuali abilità altrimenti eseguibili solo con la tastiera.

Anche dopo aver sistemato al meglio i controlli dovremo prendere la mano con il movimento del personaggio, spesso e volentieri vorremo muovere il nostro eroe con il mouse. Per quanto riguarda i livelli di gioco possiamo dire che abbondano di mostri da massacrare che cadranno fin troppo facilmente sotto le nostre devastanti combo. Vero che potremo modulare al meglio la difficoltà ma quella di base, normale, ci è sembrata fin troppo accessibile riscontrando un pelo di difficoltà solo con i boss di fine missione.

Appunti sulla grafica

Nel gioco, che non dovrebbe contenere micro-transazioni volte ad un mero Pay to Win, la modalità storia rappresenterà l’offerta più rilevante, ma avremo anche sfide ad ondate ed altre missioni che aumenteranno la longevità del titolo. In attesa di sapere eventuali sviluppi del gioco, con espansioni e contenuti di personalizzazione eroe, il gioco si presenta molto bene ai nastri di partenza.

La grafica è sicuramente accattivante anche per chi non ama il genere cartonesco. La pulizia dei menù ed elementi in gioco, curata nel minimo dettaglio, è un punto di forza non indifferente.

Un punto a sfavore è la poca ricerca in alcuni nemici che non sembrano avere quel carattere che ci saremo aspettati. Nella versione finale di Pagan Online potremo avere un’idea più precisa sulla varietà di mostri che dovremo affrontare.
Buone le musiche che accompagnano, a tratti in maniera epica, le nostre azioni. Anche le voci, specialmente quella narrativa in inglese, sembrano azzeccate e di qualità.

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