Un altro open-world? L’ennesimo gioco di zombie? Queste sono alcune delle tante domande, contornate da altrettanti dubbi, che circondavano Days Gone, ultima fatica di Bend Studios ed esclusiva Sony, prima della sua uscita. Il tutto corredato da notizie in merito a problemi e ritardi nello sviluppo (la sua uscita infatti, era prevista per febbraio e successivamente slittata ad aprile). Ma quindi, Days Gone è o non è l’ennesimo titolo zombie/open-word? Sono riusciti gli sviluppatori a portare una ventata di aria fresca ad un genere davvero troppo inflazionato? Andiamo a rispondere a queste ed altre domande in questa recensione.

Gli ingredienti di una americanata mancata

Prendete un selvaggio Oregon, americano e patriottico fino al midollo, aggiungeteci un biker, che sembra essere stato pescato direttamente da Sons of Anarchy e che in questo caso si chiamerà Deacon St. John, una spolverata di ambientazione post-apocalittica piena di zombie, mescolate il tutto fino ad ottenere Days Gone: questi sono gli elementi principali, attorno ai quali ruota l’ultima esclusiva Sony. Il nostro protagonista, già dalle prima battute, dovrà fare subito i conti con le conseguenze del virus e rendersi conto di quanto il mondo sia cambiato: se prima i chilometri macinati sulla moto erano un piacere, adesso rappresentano l’unico modo di sopravvivere.

Proprio questa necessità lega tutta l’arco narrativo di Days Gone, che non risulta essere particolarmente complicato da capire, caratterizzato da diverse storie, oltre a quella principale, nate dai rapporti stretti da Deacon con altri bikers in passato. Rapporti che, a causa del virus e non solo, sono cambiati e la maggior parte in peggio. Si può tranquillamente dire che, l’unica alleata per tutto il gioco è sempre e solo la motocicletta.

Una sopravvivenza “divertente”

Nonostante un Oregon cupo ed insidioso e una trama drammatica, Days Gone risulta divertente da giocare, seppur con varie pecche. L’elemento open-world, offre subito la possibilità di vagare e sterminare tutti gli zombie che vogliamo, senza nessun freno. Inoltre, quando si parla di open-world, la prima cosa che viene in mente è: “quante missioni ci sono?”. Nel titolo di Bend Studio, ce ne sono e anche tante ma la ripetitività è dietro l’angolo e l’esclusiva Sony non riesce ad evitare di caderne in trappola: nidi di Furiosi ( si chiamano cosi gli zombie in Days Gone) da bruciare, container medici dell’agenzia governativa Nero da trovare e riattivare, ottenendo in cambio un upgrade per un valore a scelta tra energia, focus e vigore e avamposti dei Ripugnanti da liberare. Chi sono i Ripugnanti? Umani che venerano gli zombie e il virus che ha dato il via alla catastrofe.

Mia cara motocicletta, salvami tu da questi zombie

Ebbene si, come precedentemente accennato, l’unica nostra vera amica sarà la motocicletta e dovremo quindi trattarla con il dovuto rispetto, tutto meritato tra l’altro. Ma quante cose si potranno mai fare con una moto? In Days Gone, tante. La nostra cara amica sarà personalizzabile a livello estetico e potrà essere modificata a livello di componenti come motore, sella, fanale ecc. Inoltre, per viaggiare per tutto l’Oregon, avremo bisogno di benzina, quindi dovremo fermarci, scendere e andare alla ricerca di bidoni e/o stazioni di servizio che troveremo. Ma non finisce qui: la moto sarà sensibile ai danni, motivo per cui avrà bisogno di riparazioni che potranno essere effettuate con l’ausilio di vari oggetti che troveremo senza particolari difficoltà.

Ma oltre a guidare e gironzolare, cosa si può fare di più divertente su una moto? Proprio uccidere questi maledetti zombie. Per farlo, bisognerà sbloccare l’abilità apposita e successivamente trovare la giusta coordinazione per mirare ed evitare un frontale con un albero o una parete rocciosa. Ecco quindi arrivati, all’unico vero difetto del nostro bolide: la guida infatti, non è molto godibile, risultando macchinosa e lenta, causando non poche difficoltà nell’affrontare le curve.

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Un Oregon da esplorare, pieno di oggetti da raccogliere

Il mondo di Days Gone è veramente molto vasto da esplorare, anche in moto. A rendere l’esplorazione meno noiosa, ci sono gli avamposti. Con questi sarà possibile stringere e consolidare alleanze, attraverso il compimento di vari missioni. Questo porterà dei vantaggi al nostro personaggio come l’accesso a nuove armi e migliorie per la moto. In particolare, per aumentare la fiducia nei confronti di un campo, potremo scambiare con loro orecchie di infetti e carne ottenuta dai vari animali cacciati nei boschi. Oltre a questi materiali, il resto sarà utile per la nostra unica sopravvivenza: oggetti come benzina, piante, cibo, cure ecc infatti, saranno molto facili da trovare. Le morti del nostro personaggio saranno molto rare, dovute la maggior parte delle volte, da incontri con zombie o errori di guida. Inoltre, se si tiene a mente il crafting di The Last of Us, anche in Days Gone la creazione degli oggetti non sarà nulla di complicato, quindi senza pause nel gioco, ma con un semplice rallentamento del tempo.

Quanto action e quanto survival

L’elemento survival di Days Gone è veramente ridotto all’osso, poichè non ci troveremo mai in situazione estreme senza armi o oggetti. L’unica cosa importante di cui non dovremo mai fare a meno è il carburante: appena avremo la possibilità, bisognerà riempire il serbatoio sia per fuggire dagli zombie sia per viaggiare da una parte all’altra del mondo di gioco.

Days Gone è invece, decisamente action. Se lo vogliamo, possiamo sempre andare a cercare il combattimento, sia con gli zombie sia con i nemici umani. Combattimento che risulta essere sempre piacevole e semplice: le armi in maschie, tutte personalizzabili, si alterano ad un’ampia gamma di armi da fuoco e trappole. In particolare con i fucili, pistole ecc, potremo rallentare il tempo e sparare con più calma, da sfruttare soprattutto con gli zombie. Nonostante le numerose munizioni sparse nei vari luoghi, dovremo sempre portarci dietro un’arma da mischia: l’utilizzo di una mazza chiodata o un’asse di legno abbellita da una sega circolare renderà tutto più divertente.

Ma gli zombie?

Ok, abbiamo capito che con la motocicletta possiamo andare a comandare per tutto l’Oregon, ma gli zombie? Perché nonostante vengano chiamati Furiosi, sempre zombie rimangono. Ci ricordiamo i video pubblicati, durante i quali venivano mostrati queste immense orde che ci correvano incontro? Ebbene ci sono, ma non come li avevamo visti. Ma andiamo con ordine.

Le creature infette, ci sono e sono sparse in tutto il mondo di gioco e dovremo sempre avere un occhio attento quando saremo alla ricerca di oggetti vari. La loro forza e il loro numero inoltre, aumenteranno con il calar della notte, portandoci quindi a cambiare la nostra tattica, optando per un atteggiamento più stealth e ovviamente meno Terminator. Nonostante la loro presenza sia una costante, ci sembrerà come se non ce siano mai abbastanza, facendoci dubitare su chi sia veramente il nostro nemico: gli infetti, i Ripugnati o gli altri esseri umani. Esatto, esseri umani: Days Gone infatti non è solo zombie a cui sparare in faccia con un pompa, ma anche esseri umani ben armati ed organizzati. Non si può non citare l’intelligenza artificiale, che decisamente non brilla: nelle fasi stealth in particolare, i nemici sembrano essere sordi, visto che potremo avvicinarci alle spalle e farli fuori con facilità.

Tornando ai nostri cari amici non-morti, abbiamo menzionato le famose orde: questi enormi gruppi di infetti che “incontreremo” in alcune aree della mappa. Anche qui, all’emozione e paura di trovarsi di fronte centinaia di zombie, si contrappone il momento dell’incontro, che sembra non arrivare mai. Le orde infatti, appariranno poche volte nel gioco e il loro sterminio risulterà essere una sorta di missione secondaria, auto-escludendosi dalla trama principale.
Nonostante questa nota negativa, lo sterminio di queste orde, rimane sempre divertente. Le tattiche da utilizzare saranno tantissime, da scegliere in base anche al momento della giornata. Potremo per esempio, piazzare delle trappole e una volta attirati, verso di noi, questi inizieranno a saltare per aria o a bruciare, mentre noi ci divertiremo a scaricarli addosso interi caricatori. Sia per le orde, sia per i gruppi più piccoli, vale sempre una sola regola: non affrontarli mai tutti insieme, ma dividerli e ucciderli poco a poco.

Uno sguardo ai tecnicismi

Dal punto di vista grafico, Days Gone stupisce e non poco. Partendo dal presupposto che la regione dell’Oregon è caratterizzata da colori spenti, il titolo di Bend Studio li valorizza tutti grazie alla presenza dell’HDR (la prova è stata effettuata su PS4 Pro). Il gioco inoltre è in grado di girare a 4k con 30 fps, il che rende decisamente godibile l’esperienza visiva. L’alternanza giorno/notte inoltre, è accompagnata dal cambiamento del clima. Passeremo quindi, da un tempo sereno ad una pioggia battente, fino ad arrivare a intense nevicate.

Anche il comparto sonoro è davvero molto buono, ma non riesca davvero ad impressionare il giocatore. Quest’ultimo infatti non sarà accompagnato da musiche utili ad incalzarlo all’azione o a farlo ritornare sui suoi passi.

Days Gone, alla fine…

L’accoppiata zombie-bikers è un’ottima idea che però non è stata messa bene a frutto. Lo spirito del gruppo, come abbiamo già avuto modo di vedere in Sons of Anarchy, è reso molto bene, centrando in pieno in giocatore. Purtroppo proprio queste emozioni vanno a prevalicare la componente rock, tipica dei bikers. L’aspetto umano infatti, è stato reso fin troppo bene, andando a snaturare quello che è l’atteggiamento tipico dei motociclisti: mancano il linguaggio pesante, il metal e l’aria sempre incazzata. Inoltre, la maggior parte degli elementi del gioco sono stati studiati bene, ma non approfonditi a dovere, fattore che pesa soprattutto quando si distribuisce un titolo basato su un genere cosi inflazionato. Days Gone rimane comunque un’esclusiva di tutto rispetto, che non ha nulla da invidiare alle altre esclusive Sony.

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