PlayerUnknown’s Battlegrounds, conosciuto come PUBG, è il gioco del momento sia su Pc che soprattutto su xbox one. Oltre ad aver vinto diversi premi, il gioco sviluppato da Bluehole Studio si sta imponendo sulla console Microsoft come pure evento di massa.
Meno di 48 ore sono bastate per raggiungere la soglia di 1 milioni di utenti nella preview e, nel giro di venti giorni, siamo arrivati a quota 3. Vero che Microsoft, furbescamente, lo ha inserito recentemente in una sorta di bundle con Xbox One X, gratuito, ma, per quanto la nuova console stia vendendo bene, dubitiamo che gli utenti in questione superino il mezzo milione.
PUBG è un fenomeno di massa e Microsoft si è mossa per tempo nell’accaparrarsi l’esclusività quantomeno temporale.
In tutta sincerità non sono mai stato attratto dal gioco ma una possibilità non la si nega quasi a nessuno e ho deciso di “buttarmi” fin dai primi giorni nella preview di questo tanto chiacchierato gioco.

Un mondo di patch!!!

Al momento PlayerUnknown’s Battlegrounds è in anteprima quindi risulta complicato fare un punto della situazione perché le patch rilasciate migliorano pesantemente il gioco di volta in volta.
Al lancio, senza mezzi termini, lo stato dei lavori era imbarazzante tanto che dopo N tentativi ho optato per aspettare una prima patch correttiva.
Sarà poco professionale ma ho perso il numero degli aggiornamenti, dovremo essere al quarto, e quello che fa ben sperare è il costante lavoro del team di sviluppo Bluehole Studio. Ad oggi non c’è una data di rilascio del gioco ma possiamo confermarne la giocabilità nonostante le scontate magagne di un gioco in preview.
Il titolo lo conosciamo tutti e non c’è bisogno di una dettagliata presentazione considerando che addirittura i cloni sono già sul mercato. Non vogliamo togliere niente ad altri titoli che si stanno ispirando a PUBG, ma risulta quasi incredibile quanto e come “l’originalità” viene velocemente strumentalizzata.
Tornano alla mia esperienza di gioco, dopo alcune fasi di assestamento ed apprendimento, sono stato piacevolmente colpito di come non mi sia pentito dell’acquisto. Almeno subito dopo la prima patch dato che i primi tentativi, come anticipato, erano risultati al limite dell’imbarazzante. Vero che il gioco è in preview ma un qualsiasi titolo rilasciato nello stato pietoso di PUBG molto probabilmente sarebbe stato disintegrato da un’utenza inferocita.
Fortunatamente quasi tutti hanno saputo pazientare, consapevoli del fatto che il gioco avrebbe regalato esperienze uniche nel suo genere e, anche per mia genuina sorpresa, lo ha fatto.
Trovarsi in un 1v1 come ultimi due superstiti, si sono riuscito una volta ad arrivare alla finalissima, ha generato un contorcersi di emozioni unica nelle mie, marcie, budella. Non sono riuscito a portare a casa il Chicken Dinner ma non posso che essere soddisfatto delle mie prestazioni ad una tipologia di gioco che non mi ritengo, nella maniera più assoluta, “pro”.
PUBG è uno di quei giochi che, pur in un procedimento semplice e lineare, riesce a metterti costantemente in situazioni differenti. Il vero successo di un gioco non è nella grafica pomposa, nonostante il 4k sia dannatamente intrigante, e neanche in una storia sapientemente narrata. Il segreto è il gameplay.
Il capolavoro è quando si riesce a far convergere questi tre elementi e sicuramente il lavoro dei Bluehole non è manco lontanamente in pista per un traguardo del genere.
PUBG è un gioco competitivo che fa del puro istinto di sopravvivenza la chiave del suo successo. Non ci sono amici, non ci sono regole, l’importante è sopravvivere in una sorta di Hunger Games dove qualsiasi mezzo è lecito pur di salvare la propria pellaccia.
Una cosa l’ho imparata: non bisogna aver paura di muoversi o di morire, ogni partita, ogni volta che si arriva vicini alla vittoria, si capisce qualcosa in più su come sopravvivere ed avere la meglio su gli altri giocatori.
Inutile girarci intorno, quando ci si ritrova in cinque o sei elementi in 30-40 metri di mappa bisognerà saper tirare fuori la testa…

Microsoft ed il giocatore sconosciuto

Nonostante una console che non ha rivali sul mercato Xbox non riesce a scollarsi di dosso la nomea di piattaforma senza esclusive. Forza Motorsport 7, Super Lucky’s TaleCupHead non sono riusciti a far cambiare questo trend che forse, ahimè, non cambierà mai.
Il motivo è legato a doppio filo alla concorrenza: Nintendo con lo Switch ha sfornato un 2017 stratosferico, vero alcuni titoli sono usciti anche per Wii U, ma è indubbia la qualità dei giochi proposti. Un gradino leggermente sotto Sony, l’altra casa giapponese, che non ha fatto mancare titoli di uno spessore indiscutibile.
Microsoft, nel pensiero comune, è rimasta ferma al palo, con l’aggravante di titoli cancellati ed alcune nuove IP poco riuscite. Una delle verità è invece da ricercare proprio nel “giocatore sconosciuto” … quel PUBG che sta infrangendo record su record.
È nel mondo della competitività che Microsoft sta trasformando il modo, il concetto di gioco su console. Gear of War è sempre stato un punto di riferimento a cui pochi titoli esclusivi possono affiancarsi su altre piattaforme per non parlare di Halo.

Questi giochi, oltre a risultare quasi eterni, sono la vera spinta di un mondo che non si può fermare al termine dell’esperienza in singolo. Non a caso giochi come Call of Duty o GTA V hanno da sempre fatto sfracelli con vendite record di anno in anno per la serie di Activision. Microsoft ha messo sul mercato la migliore console, il miglior servizio, il miglior pad ed ora il fenomeno del momento: PlayerUnknown’s Battlegrounds.

Il dio caduto?

Vedere il nuovo God of War, che attendo da amante della serie, mi sono posto molte domande. Il dio della guerra, Kratos, si è “Thelastofus-izzato” perdendo in poche scene tutto il carisma acquistato in anni di gloriosi capitoli.

Non ho provato anticipatamente il gioco dei talentuosi Santa Monica Studio ma tuttora non mi capacito di una scelta così discordante con il brand.
Personalmente avrei evitato di scomodare un mostro sacro, un titolo che ha fatto una parte di storia delle console, pur di accattivare un pubblico sempre restio a staccarsi da un brand.
In attesa di avere il gioco fra le mani sono quasi contento di non aver mai visto la luce di Fable Legends di cui avevo provato diverse sessioni durante il lungo periodo di beta.
Il gioco era stato snaturato pur di continuare e modernizzare il brand e questo non è sempre un bene.
Il nuovo God of War sembra aver tutte le carte in regola per essere un gioco piacevole ma poteva tranquillamente presentarsi come nuova IP.

A new road

La scelta di Microsoft di puntare su un gioco prettamente online è discordante con tutte le fantomatiche richieste degli utenti. Esclusive, una bella storia e bla bla bla… 3 milioni di copie in 20 giorni per un gioco in preview e tutti zitti. Quello che mi chiedo è: ma chi compra questi tipi di giochi frequenta i moderni “forum” di discussione? Tutti sempre a lodare il single player ma poi dati alla mano il rapporto è dieci a uno (dove 10 sta per i giocatori online).


La realtà è che la competitività non sazierà mai il giocatore, un bel racconto sì o prima o poi si incapperà in un riciclo di idee e situazioni.
Con questo mi auguro nuovi giochi prettamente in single player da parte di Microsoft ma mi ritengo soddisfatto della strada intrapresa dal team Xbox.

See you next time Buddies
X-Boss Out