Xbox One X è stata accolta positivamente sorprendendo molti addetti del settore sotto molti aspetti. Non solo Microsoft è quindi riuscita a stupire per un nuovo hardware al passo coi tempi ma ha introdotto un servizio rivoluzionario come il Game Pass.
Per chiudere il cerchio resta l’ultimo gradino, quello che tutti chiedono all’azienda di Redmond da più di un anno: esclusive. Non fraintendetemi, Xbox avrà nel breve i tanti attesi State of Decay 2 e CrackDown 3, ma questo 2018 per la il marchio X non sembra reggere il confronto con Ps4 e Nintendo. In aggiunta Microsoft non ha di fatto nessun gioco annunciato per il 2019 o 2020 che può mettere del “pepe” alla performante One X. Vero che la concorrenza, Sony per la maggiore, continua il suo giochetto di titoli rimandati, ultimo della lista Days Gone, ma il mutismo di Microsoft per qualcuno sta diventando assordante.
Avremo i soliti noti, un nuovo Halo, un nuovo Gear ed ovviamente un Forza Horizon, ma la community vuole di più considerando l’ottimo God of War rilasciato da Santa Monica per Ps4.
Andiamo con ordine

Non confondiamo i marchi!

Per molti quanto prodotto da Nintendo o da Sony è superiore al parco titoli esclusivi Microsoft. Per questo motivo qualche mese fa ho parlato di un po’ di storia di queste tre società soffermandomi sul fatto che Microsoft è entrata nel mercato in ritardo ed in un periodo storico che si stava evolvendo (Esclusive e Xbox, un modello di sviluppo ancora possibile?). Ad oggi sono un forte sostenitore che Microsoft non debba diventare una brutta copia né di Sony né di Nintendo. Ognuno riesce a fare del suo meglio in determinati ambiti e Microsoft non è mai riuscita ad imporsi nei “simil platform” tipici della Big N come nei “story telling” alla The Last of Us di Sony.
Microsoft deve fare Microsoft proponendo giochi che hanno il focus su un gameplay online, tutte le volte che hanno battuto altre strade hanno quasi sempre mancato il bersaglio.
I punti di forza di Microsoft sono sempre stati la grafica, i servizi e giochi multiplayer alla Gear ed Halo. Titoli diventati quasi immortali con tornei e manifestazioni dedicate solo per il singolo brand. Qualcuno vorrebbe vedere un gioco simil Gears su Switch? No sulla console Nintendo avremo Splatoon in linea con lo stile della casa giapponese.
Xbox non deve perdere personalità cercando di inseguire o battere strade della concorrenza e concentrarsi su quello che gli riesce meglio. Per God of War c’è Sony per Zelda c’è Nintendo a cosa ci serve un’altra console che ci propinqua lo stesso tipo di gioco?
Questo ragionamento, che mi sento di scrivere apertamente, non elimina il fatto che a Redmond devono però presentare qualcosa per il 2019 e 2020 al momento ignoti.

Un cambio di piano

L’elemento più chiaro dopo i tanti rinvii di Sea of Thieves, Crackdown 3 e State of Decay 2 è che nei piani alti di Microsoft c’è stato un cambio sostanzio nella “timeline” e strategia di rilascio giochi. Microsoft, come Sony e Nintendo, è un colosso tecnologico che necessita ampi spazi di manovra per correggere anche leggermente la traiettoria.Pensate quanto possa richiedere ad un transatlantico per virare a destra o sinistra, azione molto semplice per una barchetta di qualche metro. Microsoft è questa nave mastodontica che ha deciso di rilasciare con un anno di ritardo una super console per garantire il 4k. Questo ha scombussolato totalmente i piani ed i giochi pensati anticipatamente per Xbox One hanno dovuto adattarsi per non dire passare in secondo piano. I quasi due anni di silenzio su nuove esclusive, a parte un Forza MotorSport 7 ormai di routine, ha dato il tempo a Microsoft per riorganizzare il cosa portare a console nei prossimi 2 anni. Un PUBG è stato una mossa dall’ottimo tempismo, sfruttando il successo del gioco ricevuto su PC. Questi accordi accadono spesso nel mercato ludico e non devono sorprendere o cambiare il focus su quello che verrà annunciato durante E3 2019. Tra meno di due mesi scopriremo quello che il team di Xbox ha pianificato per One X, la console che ha cambiato i piani di Microsoft.

Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli

Quanto scritto da Tolkien è forse una delle frasi più celebri di un romanzo fantasy. Microsoft non è Frodo e neanche Gandalf. La società di Redmond è Sauron in persona ed è pronto a calare tutta la sua potenza di fuoco a giugno nella famosa fiera californiana. Il fatto di non avere il padiglione più grande, a livello di pura metratura, non deve far ingannare. Xbox è chiamata a fare un E3 da urlo perché, uscite quelle manciate di esclusive ereditate dai piani della One, non c’è più nulla in programma.
Il tempo per pianificare, sviluppare i giochi, gli anelli mancanti, c’è stato e non vedo l’ora di vedere quanto di dannatamente “cazzuto” sia stato sviluppato per quella che fu Scorpio.
Quanto visto nei recenti giochi a 4k è veramente notevole ma parliamo di titoli concepiti e sviluppati inizialmente per Xbox One. Anche il recente FarCry 5, che è una cannonata su One X, utilizza asset ed un engine che non sfrutta a pieno quanto la nuova console Microsoft ha da offrire. Considerando che alcune immagini su terreni e materiali di gioco nel titolo sviluppato da Ubisoft sono al limite del reale ci viene da chiederci: Cosa vedremo durante l’E3 quando Microsoft presenterà giochi concepiti fin dalla prima linea di programmazione per One X? Sauron invaderà le terre con le sue creature maledette come Microsoft ci stregherà con quanto di più graficamente incredibile si potrà vedere a schermo.

No God No Party

Vedere l’ultima fatica dello studio Santa Monica schizzare in testa alle classifiche su Metacritic non mi ha sorpreso più di molto. Nonostante non sia un fan del cambiamento imposto a Kratos, avrei preferito un rebrand del nome, il titolo e di indiscussa qualità.
Microsoft allo stato attuale non può rilasciare un gioco per Xbox della stessa caratura ed il motivo è semplice: non hanno uno studio di sviluppo simile. Il tentativo di ricreare anche in parte un gioco del genere verrebbe inesorabilmente schiacciato dall’hype dalla pressione di dover fare qualcosa di memorabile. La differenza tra un ottimo titolo e capolavoro è sottile ma allo stesso tempo profonda come l’abisso.
Microsoft al momento può e sa fare bene la prima categoria strizzando l’occhio alla competitività, la seconda non è mai stato un vero obbiettivo per la casa di Redmond.
La vera rivoluzione del marchio X è sempre stato l’online e quello non richiede un capolavoro ma un gioco adrenalinico, innovativo e tecnicamente di buona fattura. Per capirci la serie Call of Duty è riuscita solo una volta, con il tanto apprezzato Modern Warfare del 2007, a piazzarsi nei cuori dei giocatori come gioco indelebile. Parliamo di una serie che ha raggiunto la bellezza di quattordici capitoli e solo in un caso è riuscita a piazzarsi nell’olimpo dei videogiochi.

Inoltre capolavoro non sempre vuol dire vendite e questo è un dato di fatto. Ci sono giochi che sono stati molto apprezzati dalla critica ma si sono rivelati un flop a livello commerciale. God of War avrà successo ma parliamo, non solo di un ottimo gioco, ma di un brand conosciuto e che per molti è un colosso portante del catalogo giochi di Sony. Il nome è una garanzia anche se i rischi, un cambio radicale, erano dietro l’angolo.
Microsoft è per nostra sfortuna chiamata a fare il suo.

Troppa la pressione di un titolo da hit parade e per me questo è un male. Ripeto il team Xbox deve fare quello che gli riesce meglio non inseguire fantasmi che non riuscirà forse mai a prendere. Tutto è possibile ma sento di condividere il pensiero di Phil Spencer, ci vuole tempo per portare su console pietre miliari. Si può imparare dalla concorrenza ma non esserne la brutta copia.

EA e Steam

Seppure la notizia sembra caduta nel dimenticatoio la possibilità che Microsoft metta a segno un colpaccio sono tante. Molti dimenticano la potenza di fuoco della società americana a cui solo poche compagnie, a livello puramente IT, possono rispondere. Non mi sorprenderebbe di vedere un acquisto di una SH considerando la possibilità di portarsi a casa un pool di giochi senza dover partire da zero.
Questo aspetto non deve spaventare però gli utenti Sony o Nintendo. Microsoft non è un’azienda che vuole espandere il marchio Xbox non segregarlo. È questa la differenza tra la società americana e le due giapponesi del settore.
Nel caso di un ipotetico acquisto di una società simile ad Electronic Arts quindi non vedremo il futuro FIFA solo su XBOX ma su più device possibili. L’esperienza che vuole portare Microsoft è la migliore in assoluto ma ognuno potrà scegliere se usufruirne sulla console di casa o meno. Anche qui mi sento di condividere a pieno l’idea di non porre limiti al software, considerando i sempre più elevati costi di sviluppo.

See you next time buddies,
Xboss Out

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